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L’Umbria esporta macchine agricole in Africa orientale: 17,9 milioni in sei anni

Le macchine agricole sono il principale biglietto da visita dell’Umbria sui mercati dell’Africa orientale. Tra il 2020 e il 2025 le imprese regionali hanno esportato in Etiopia, Uganda e Ruanda macchinari agricoli per 17,9 milioni di euro, pari al 64% dell’intero export verso i tre Paesi. Considerando tutti i macchinari, la quota raggiunge l’83,3%. Un mercato trainato soprattutto dall’Etiopia, che assorbe il 94% delle vendite umbre nell’area.

I dati sono stati al centro della Country Presentation “Africa orientale: nuovi Paesi emergenti”, organizzata a Perugia dalla Camera di Commercio dell’Umbria insieme a Cna Umbria, Regione e Sviluppumbria, con il contributo dell’Ice. L’incontro ha coinvolto numerose imprese e ha offerto un confronto sulle opportunità commerciali, sulle caratteristiche dei mercati e sugli strumenti necessari per accompagnare le aziende all’estero.

Nel periodo 2020-2025 l’export umbro verso Etiopia, Uganda e Ruanda ha raggiunto complessivamente 27,9 milioni di euro, a fronte di 8,3 milioni di importazioni, con un saldo positivo di 19,6 milioni. Le elaborazioni illustrate dal segretario generale della Camera di Commercio, Federico Sisti, evidenziano una presenza commerciale già consolidata, ma anche margini per ampliare le destinazioni. «La nuova situazione geopolitica impone di cercare nuovi mercati», ha osservato Sisti, sottolineando l’impegno dell’ente nel sostenere le imprese.

L’Etiopia rappresenta il mercato principale, con 26,2 milioni di euro di esportazioni umbre nel sessennio e una crescita del 37% tra il 2020 e il 2025. Diversa la situazione in Uganda, dove l’Umbria importa soprattutto prodotti agricoli, mentre le esportazioni restano contenute. Il Ruanda presenta scambi ancora discontinui, ma nel primo semestre 2026 l’export regionale ha raggiunto 524mila euro, superando il valore dell’intero 2025.

A illustrare le caratteristiche dei tre Paesi è stato Claudio Pasqualucci, direttore dell’ufficio Ice di Addis Abeba, competente anche per Uganda e Ruanda. «Sono tre Paesi con dinamiche molto differenti, ma tutti interessanti per le piccole e medie imprese italiane», ha spiegato, indicando nella meccanizzazione agricola, nei beni di consumo e nell’arredamento alcuni dei settori di maggiore interesse. Nel primo semestre 2026 l’export umbro verso l’area è cresciuto complessivamente del 17,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il tema degli strumenti a disposizione delle aziende è stato rilanciato da Francesco Vestrelli, responsabile regionale di Cna Produzione, che ha ricordato le 140 imprese umbre già coinvolte nelle iniziative di apertura ai mercati esteri. «Deve vincere la concretezza», ha affermato.

L’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti ha richiamato la necessità di sostenere le imprese con incentivi, garanzie e accompagnamento operativo: «Le aziende hanno bisogno tanto di incentivi e garanzie quanto di essere accompagnate in mercati esteri che magari conoscono poco».

La giornata si è conclusa con incontri individuali tra le imprese e i rappresentanti dell’Ice, per approfondire possibilità commerciali e prospettive concrete. Previsto anche un confronto nel settore della moda con l’importatrice etiope Nardos Ekubay Hadush. L’obiettivo è trasformare le opportunità individuate in nuovi contatti e occasioni di crescita per il sistema produttivo umbro.

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