Un programma da 28,6 milioni di euro per sostenere le imprese umbre nel periodo 2026-2031, con tre priorità: rendere meno costosi i finanziamenti, ricostituire il Centro Estero e introdurre un contributo pubblico agli stipendi per favorire l’assunzione e la permanenza dei giovani laureati in Umbria. Il Consiglio camerale ha approvato il Programma pluriennale di mandato della Camera di Commercio dell’Umbria, che definisce gli indirizzi dell’ente per i prossimi cinque anni.
La cifra complessiva, pari a una media di 4,7 milioni di euro l’anno, riguarda l’insieme degli interventi economici previsti e non rappresenta un fondo già assegnato ai tre progetti principali. Le misure dovranno essere definite e attuate nel corso del mandato.
Sul fronte del credito, il programma punta a riprendere e potenziare gli strumenti sviluppati con la Regione per ridurre il peso degli interessi sui finanziamenti alle aziende. Una necessità legata anche alla contrazione dei prestiti bancari: nel 2025 in Umbria sono diminuiti del 2,7%, a fronte di un aumento dello 0,8% a livello nazionale. Particolare attenzione sarà rivolta alle micro e piccole imprese.
La seconda direttrice riguarda l’internazionalizzazione. La Camera intende ricostituire il Centro Estero, una struttura comune per accompagnare le aziende sui mercati internazionali, favorire la partecipazione alle fiere, individuare nuovi interlocutori commerciali e sostenere anche quelle imprese che potrebbero esportare ma operano ancora soltanto sul mercato italiano.
La terza proposta riguarda il lavoro e la fuga dei giovani qualificati. Il piano prevede una sperimentazione, da realizzare insieme alla Regione, per introdurre un contributo pubblico aggiuntivo rispetto allo stipendio riconosciuto dalle aziende, destinato all’assunzione di alcune centinaia di laureati. L’obiettivo è ridurre il divario retributivo con le opportunità offerte fuori regione. Nel 2024 il saldo migratorio dei laureati umbri nei movimenti con l’estero è stato negativo per 449 persone, 374 delle quali giovani. Importi, requisiti e modalità dell’incentivo devono ancora essere stabiliti.
«Non possiamo più permetterci di esportare i nostri talenti migliori», sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Giorgio Mencaroni, illustrando la proposta di sostegno alle retribuzioni.
Il programma comprende inoltre interventi per la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, l’efficienza energetica, la decarbonizzazione e l’economia circolare. Spazio anche al turismo, con il rafforzamento della collaborazione con la Regione nell’Organismo di Gestione della Destinazione, e alle infrastrutture, dalla nuova stazione per l’alta velocità ai collegamenti ferroviari con l’aeroporto, fino agli studi sulla mobilità e sulla crisi idrica del lago Trasimeno.
Tra gli obiettivi figurano infine la semplificazione amministrativa, il potenziamento dei servizi digitali e il ricambio del personale camerale. L’ente conta attualmente 67 dipendenti, con 38 posti vacanti e il 94% del personale sopra i 50 anni. Un quadro che rende necessario, secondo il documento, avviare nuove assunzioni e aggiornare le competenze interne.







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