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“Francesco al cinema” debutta a Recanati il 1 giugno insieme alla proiezione di la Stella di Greccio

«Giacomo Leopardi e san Francesco sono davvero i personaggi più agli antipodi tra quelli che ho interpretato, anche se come tutti gli opposti finiscono per assomigliarsi: uno è tutto testa e dice che il mondo è male, l’altro è tutto corpo e dice che il mondo è bene. Ma nutrono entrambi forme di venerazione e rispetto per il mistero, sognano un mondo di esseri umani vicini gli uni agli altri: “in social catena” diceva Leopardi, “fratelli” diceva Francesco. Vivono questo senso di fraternità con le piante, gli animali, la terra».

Così Elio Germano parla dei due grandi poeti della letteratura italiana – il primo e il più celebre – nel libro Francesco al cinema di Arnaldo Casali (edizioni San Paolo, prefazione di Liliana Cavani) che debutta, per significativa coincidenza, proprio nella città di Leopardi.

La prima presentazione pubblica del libro che raccoglie tutta la filmografia francescana sarà ospitata infatti lunedì 1 giugno 2026 alle 21.15 dalla Chiesa di Cristo Redentore a Recanati, nel corso di una serata che vedrà anche la proiezione del film La Stella di Greccio diretto dallo stesso Arnaldo Casali, e che è ad oggi l’ultimo film uscito sulla figura di Francesco.

Interpretato da un vero frate francescano – il celebre tenore Alessandro Brustenghi – con un cast interamente costituito da attori umbri (tra i quali spicca Fabio Bussotti, che torna a interpretare frate Leone a 35 anni dal Nastro d’Argento vinto per Francesco di Liliana Cavani) – è il primo film dedicato alla nascita del Presepe e il primo a raccontare la figura di Francesco d’Assisi in chiave di commedia.

A dialogare con Arnaldo Casali sarà don Roberto Rafaiani, che – a sua volta – regista di un film francescano: nel 1993 ha infatti diretto Chiara d’Assisi. Storia di una cristiana, prima opera cinematografica dedicata a santa Chiara.

L’ingresso è libero.

Le prossime presentazioni di Francesco al Cinema sono previste il 5 giugno a San Gemini, il 21 giugno a Pievebovigliana di Valfornace e il 26 giugno a Lugnano in Teverina.

FRANCESCO AL CINEMA (Edizioni San Paolo)

Poverello di Assisi, Serafico Padre, Araldo del Gran Re, Giullare di Dio. Precursore del Sessantotto e santo hippy, icona hollywoodiana e testimone del neorealismo, ribelle e belloccio, comico e arcaico, rapato e capellone, fascista, comunista e democristiano, svedese, americano, italiano, inglese, polacco, spagnolo, francese e messicano, austero e naif, povero e colossale, muto, in bianco e nero, coloratissimo e 5K: Giovanni di Pietro di Bernardone detto Francesco è – parafrasando una celebre definizione – il più cinematografico dei santi e il più santo degli eroi del cinema.

Tra gli italiani celebri a Hollywood forse è superato solo da Pinocchio e con i suoi molteplici carismi ha accompagnato tutta la storia della settima arte: d’altra parte i suoi frati hanno colonizzato l’intera California, che in ogni città porta i suoi segni: da San Francisco a Santa Clara, da Cupertino a Sacramento fino alla stessa Los Angeles, che prende il nome da Santa Maria degli Angeli.

Negli ultimi 130 anni Frate Francesco ha indossato il volto di divi di ogni epoca e latitudine: da Lou Castel a Raoul Bova, da Mickey Rourke a Elio Germano fino ad un comico come Francesco Salvi e veri frati francescani quali Nazario Gerardi e Alessandro Brustenghi; ha ispirato artisti come Gabriele d’Annunzio, Guido Gozzano, Pierpaolo Pasolini, Michael Curtiz, Federico Fellini, Lina Wertumṻller, Pupi Avati, Roberto Rossellini, Giovanni Scifoni, Marco Baliani, Ascanio Celestini, Simone Cristicchi, Dario Fo, Alda Merini, Krzysztof Zanussi, Lech Majeswki, Nikos Kazantzakis, José Saramago, Angelo Branduardi, Jovanotti, Vinicio Capossela, Franco Zeffirelli, Susanna Nicchiarelli, Pif, Michelangelo Antonioni, Roberto Benigni, Wim Wenders, e Maurizio Nichetti, arrivando a segnare l’intera carriera di Liliana Cavani che – come Tommaso da Celano – ha raccontato il santo per ben tre volte in cinquant’anni.

Il volume, arricchito dalla prefazione della stessa Cavani, ricostruisce in modo sistematico ed esaustivo la cronologia dei film dedicati al Santo dal 1911 al 2026: si spazia dalle opere più celebri agli adattamenti poco noti, dai progetti mai realizzati ai capolavori d’autore, mettendo in luce come ogni stagione culturale abbia proiettato sul Poverello domande diverse ― estetiche, spirituali, politiche ―, trasformandolo di volta in volta in icona, modello, figura narrativa o strumento di lettura del presente. Dalle fonti d’epoca, le testimonianze dirette, le interviste e i materiali inediti qui proposti, emerge una mappa rigorosa e aggiornata della filmografia francescana, che mostra come il cinema non abbia mai smesso di interrogare Francesco. E come, ogni volta, Francesco abbia risposto in maniera diversa, continuando a sfuggire a ogni definizione e riapparendo sempre nuovo, inatteso, necessario.

LA STELLA DI GRECCIO

Tre giorni della vita di Francesco d’Assisi: il 23, il 24 e il 25 dicembre 1223. Dalla traversata del lago di Piediluco a un pranzo molto particolare nell’eremo di Greccio per finire con la celebrazione del Natale nella grotta. In tutti e tre gli episodi Francesco si dimostra un autentico “giullare di Dio” dando prova di grandi qualità di attore e di regista.

La Stella di Greccio è il primo film della storia del cinema a narrare la nascita del Presepio e a scegliere il registro della commedia per raccontare la figura di Francesco d’Assisi.

Scritto e diretto da Arnaldo Casali e interpretato da frate Alessandro Brustenghi, il film è stato prodotto da ConfraTerni in collaborazione con Istess Cinema.

Interamente girato in Umbria e con attori umbri, si basa rigorosamente a fonti francescane ben note agli studiosi ma finora mai utilizzate da cinema, teatro e televisione e propone la figura di Francesco d’Assisi in una chiave totalmente nuova, che recupera l’umorismo del santo che emerge fortemente dai ricordi dei compagni ma è rimasto “nascosto” fino ad oggi e mostrare Francesco – finalmente – nella sua autentica dimensione di “Giullare di Dio”, ovvero attore, regista, comico.

Frate Alessandro (primo religioso ad aver firmato un contratto di esclusiva con una major come la Decca) al suo debutto come attore è affiancato da un cast composto tra gli altri da un altro vero frate – il cappuccino Angelo Gatto, che è anche produttore del film – Giordano Agrusta (Palazzina Laf di Michele Riondino) e l’assisano Mauro Cardinali (Indiana Jones e il Quadrante del Destino); a vestire i panni di Chiara è Luisa Borini (La casa degli sguardi) mentre Fabio Bussotti (Berlinguer. La grande ambizione) torna ad interpretare frate Leone a 35 anni dal Nastro d’Argento vinto con Francesco di Liliana Cavani. In un esilarante cameo anche il comico Francesco Salvi. Per la prima volta, poi appare sullo schermo uno dei personaggi più importanti della storia francescana: Jacopa dei Settesoli, interpretata da Cecilia Di Giuli (Un professore di Alessandro D’Alatri, Chiara di Susanna Nicchiarelli, I peggiori giorniUna figlia, Illusione di Francesca Archibugi).

Le musiche del film sono state composte da Paolo Paniconi (autore di molte sigle Rai come Ballarò), mentre le canzoni originali sono di Marialuna Cipolla (candidata al David di Donatello per Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores) e le animazioni di Gabriella Compagnone, la più importante sand-artist italiana.

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