La Camera Penale di Terni lancia un duro allarme sulla situazione delle carceri italiane, definendola ormai “invivibile”, e chiede al Governo l’adozione di provvedimenti straordinari di clemenza, come amnistia e indulto, per affrontare nell’immediato il problema del sovraffollamento degli istituti penitenziari.
Secondo i dati riportati nel comunicato, al 30 giugno 2026 negli istituti di pena italiani erano presenti 64.773 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 51.183 posti, che scende a circa 46.400 posti effettivamente disponibili. Un quadro che porta l’indice reale di sovraffollamento al 139,5%.
La Camera Penale ricorda come la Costituzione italiana, l’Ordinamento Penitenziario e le principali convenzioni internazionali tutelino i detenuti da qualsiasi trattamento inumano o degradante, richiamando gli articoli 27, 2 e 13 della Costituzione, il decreto legislativo n. 123 del 2018, l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e l’articolo 10 del Patto internazionale sui diritti civili e politici.
Nel mirino finisce anche il piano del ministro della Giustizia Carlo Nordio, ritenuto incapace di fornire risposte nell’immediato. Secondo la Camera Penale, il programma si fonda su tre pilastri: un piano infrastrutturale da 900 milioni di euro per la realizzazione di 10.000 nuovi posti detentivi, il rimpatrio dei detenuti stranieri e il ricorso alla detenzione domiciliare per i tossicodipendenti. Quest’ultima misura, evidenzia il Direttivo, pur prevedendo teoricamente l’uscita dal carcere di circa 10.000 persone, avrebbe una copertura finanziaria tale da consentire concretamente la liberazione di appena 500 detenuti.
L’associazione denuncia inoltre il mancato funzionamento dei Tribunali di Sorveglianza, chiedendo che Unione delle Camere Penali Italiane, Commissioni Giustizia di Camera e Senato e Presidenza del Consiglio acquisiscano dati dettagliati sul numero delle pratiche pendenti. In particolare, vengono richieste informazioni sulle domande di liberazione anticipata ancora da esaminare, sulle richieste di affidamento in prova, sulle altre istanze relative alle misure alternative alla detenzione e sulle eventuali carenze di organico nei diversi Tribunali di Sorveglianza.
Per il Direttivo della Camera Penale di Terni, proprio dall’analisi di questi dati emergerebbe come l’unica soluzione realmente efficace per alleggerire nell’immediato la pressione sul sistema penitenziario sia rappresentata dall’approvazione di un provvedimento di amnistia e indulto.
Nel comunicato viene infine avanzata una critica all’attuale politica legislativa, ritenuta orientata prevalentemente alla tutela dei cosiddetti “colletti bianchi”, citando come esempi l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio e la modifica della disciplina sul traffico di influenze illecite. Il documento è stato diffuso dal Direttivo della Camera Penale di Terni il 4 agosto 2026.







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