Legambiente: “Il nuovo piano dei rifiuti umbro porta la regione 20 anni indietro”

“Con il nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti, la giunta regionale porta l’Umbria indietro di almeno venti anni, concentrando la programmazione sull’ampliamento di tre discariche e ponendosi l’obiettivo di realizzare un nuovo inceneritore dedicato a bruciare la parte non differenziata dei rifiuti urbani. Uno sconsiderato arretramento rispetto ai faticosi passi in avanti fatti dall’Umbria in questi ultimi anni”. Lo ha detto il presidente di Legambiente Umbria Maurizio Zara commentando la strategia regionale in materia di rifiuti presentata dalla giunta mercoledì scorso. Secondo quanto annunciato dall’assessore all’ambiente Roberto Morroni, il piano prevede l’aumento della percentuale di raccolta differenziata fino a sfiorare il 75%, la costruzione di un nuovo impianto di termovalorizzazione e, nel frattempo, l’ampliamento di tre discariche esistenti.

“Dei tre scenari che il piano gestione rifiuti ipotizza – ha detto Zara – la politica regionale sceglie il più conservativo e meno innovativo, quello cioè di aumentare un minimo le percentuali di raccolta, ampliare le discariche fino a 1 milione di tonnellate e realizzare un nuovo inceneritore da 130 mila tonnellate/anno. Vincolando così la strategia regionale per i trenta anni futuri (questi i tempi di ritorno dell’investimento dichiarati come necessari per realizzare un nuovo impianto di incenerimento) e rendendo di fatto non conveniente né aumentare la differenziata oltre quel 74,8% che il piano pone, né ridurre la quantità di rifiuti prodotti”.

Foto: TerniLife ©

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