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Ricreazione Festival, oltre 200 studenti chiedono una scuola migliore e attenta ai loro diritti

Oltre duecento studenti e undici classi, una sala gremita e una mattinata in cui a prendere la parola sono stati ragazze e ragazzi. È cominciato così ieri, giovedì 29 ottobre, Ricreazione Festival, la manifestazione dedicata alla scuola pubblica, democratica e coraggiosa, che fino a domenica 1°novembre animerà diversi luoghi della città di Perugia.

Il festival ha scelto di aprire ascoltando chi la scuola la vive ogni giorno. A intervenire sono state le studentesse e gli studenti del Capitini, del liceo Properzio di Assisi, del Giordano Bruno, del Galilei e del Pieralli. Tra i temi emersi, il peso dei voti e della competizione, l’ansia legata alle verifiche, il costo dei libri e delle attività scolastiche, l’inadeguatezza degli edifici, la mancanza di spazi per stare insieme e di tempo per la ricreazione. Numerose le richieste di sostegno psicologico, educazione sessuo-affettiva e maggiore attenzione alle relazioni. Non sono mancate le riflessioni sull’inclusione, sul diritto alla sicurezza nei percorsi di alternanza scuola-lavoro e sulla necessità di garantire a tutte e tutti le stesse opportunità.

Nessuna richiesta di avere meno scuola, dunque, ma di avere una scuola migliore, più accessibile e attenta alle persone.

L’assessore all’Istruzione della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, ha sottolineato: “Abbiamo ascoltato ragazze e ragazzi parlare con una lucidità e una consapevolezza che meritano attenzione. Hanno portato questioni che riguardano l’intero sistema scolastico, dalle disuguaglianze economiche alla qualità degli ambienti, dalla valutazione al diritto di ciascuno di trovare ascolto. Quando una studentessa si preoccupa anche dei compagni che hanno bisogno di un insegnante di sostegno, pur non essendo direttamente coinvolta, ci restituisce un’idea di comunità e di responsabilità collettiva che dovremmo saper riconoscere e valorizzare. Mi porto via le loro parole, le loro richieste e soprattutto la loro voglia di esserci. Diritto allo splendore, hanno detto, e hanno ragione. Sono fortissimi i nostri ragazzi e le nostre ragazze. E oggi lo hanno dimostrato prendendosi lo spazio che spetta loro”.

All’incontro inaugurale hanno partecipato la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, Roberto Contu e Christian Raimo, insegnanti e scrittori.

La sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha accolto con soddisfazione l’avvio del festival, ringraziando gli organizzatori e soffermandosi sul diritto degli studenti a essere ascoltati: “I ragazzi e le ragazze non sono il futuro, sono il nostro presente più prezioso. Ascoltarli davvero significa essere disposti a mettere in discussione le nostre certezze e lasciare loro spazio nelle decisioni che riguardano la scuola e la società. Le loro parole devono diventare impegno e responsabilità per le istituzioni. Una scuola libera e democratica deve partire dai bisogni di chi la vive ogni giorno”.

Nel pomeriggio Ricreazione Festival ha spostato l’attenzione sul rapporto tra educazione e pace, con l’incontro Studiare la pace. In un tempo segnato da guerre e riarmo, il confronto ha interrogato il ruolo della scuola nella costruzione di una cultura della nonviolenza, a partire dall’eredità di Aldo Capitini e dalla storia pacifista dell’Umbria.

All’incontro hanno preso parte Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, assessore regionale alla Pace, Massimiliano Marianelli, rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Giuseppe Moscati, presidente della Fondazione Centro studi Aldo Capitini, gli insegnanti e dirigenti scolastici Massimo Pomi e Alberto Stella e Denise Vincenti, ricercatrice di Storia della filosofia all’Università degli Studi di Perugia. A moderare il dibattito Matteo Santarelli, ricercatore del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna.

Un passaggio particolarmente significativo è arrivato dalla presidente della Regione, Stefania Proietti, che ha ricordato la propria esperienza scolastica e l’importanza dell’incontro con le figure che hanno testimoniato, attraverso la vita e le scelte personali, il valore della pace: “All’interno del mio programma scolastico c’era un insegnamento che ricordo con particolare affetto. Era uno dei quaderni più belli che avevamo, perché attraverso quelle pagine incontravamo i testimoni, da Aldo Capitini a Madre Teresa di Calcutta. Era il racconto di persone che, con la propria vita, ci trasmettevano il valore della pace. Sono orgogliosa della scelta compiuta in Umbria, dove abbiamo voluto collocare la delega alla pace nell’assessorato che si occupa di istruzione e cooperazione internazionale. Una scelta coerente con l’articolo 4 del nostro Statuto e con la storia di questa regione, che ha nella pace una parte profonda della propria identità”.

Il Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Massimiliano Marianelli, che ha tenuto una vera e propria lectio magistralis sulla pace, ha richiamato il ruolo dell’università e il legame tra la sua missione culturale e il territorio: “Quando si vive una città o si guida un’istituzione, occorre interrogarsi sulla direzione che si vuole intraprendere e sul territorio che la abita. La prima riflessione che abbiamo voluto porre al centro del programma ha riguardato proprio la natura dell’università, il suo senso e il ruolo che è chiamata a svolgere nella terra in cui opera. Credo che la vocazione dell’Università degli Studi di Perugia, profondamente legata alla storia e all’identità di questa regione, debba essere quella di promuovere una politica della pace e della tutela dell’ambiente. Pace e ambiente sono le due parole che qualificano la nostra terra. Su questi temi abbiamo già avviato collaborazioni e sono convinto che ci siano ancora molte occasioni per lavorare insieme, mettendo in relazione le competenze e le energie delle istituzioni e delle persone che condividono questo percorso”.

Al centro della discussione dunque anche la proposta di inserire Aldo Capitini nei programmi scolastici, accolta con favore dai relatori e sostenuta nel corso dell’incontro dall’onorevole Elisabetta Piccolotti, intervenuta nel dibattito.

L’assessore Barciaoli ha aggiunto: “Ringrazio l’onorevole Piccolotti per il contributo offerto alla discussione e tutti i relatori per gli approfondimenti che hanno arricchito il confronto. Ritengo importante che il pensiero e l’esperienza di Aldo Capitini trovino spazio nei programmi scolastici, affinché le nuove generazioni possano conoscere una figura centrale della cultura della nonviolenza italiana. Ringrazio Christian Raimo, direttore scientifico del festival, per il lavoro svolto nella costruzione della manifestazione e per aver promosso un programma capace di affrontare il ruolo della scuola nelle grandi questioni educative e civili del nostro tempo”.

La prima giornata ha così intrecciato due questioni che attraversano l’intero programma di Ricreazione Festival quali il diritto degli studenti a una scuola capace di ascoltarli e la responsabilità educativa di fronte alle grandi questioni del presente. Dalla richiesta di una scuola più giusta alla necessità di educare alla pace.

Il programma di oggi invece, venerdì 30 ottobre, propone un calendario articolato di appuntamenti. Si parlerà di disuguaglianze e discriminazioni nella scuola, lettura ad alta voce, storia dell’istruzione, valutazione, inclusione e didattica della matematica. Nel pomeriggio spazio ai laboratori sull’educazione sessuo-affettiva, sulla sostenibilità, sulla scrittura e sulla didattica inclusiva. Tra gli incontri della giornata anche un confronto sul ruolo dell’intelligenza artificiale nell’insegnamento, sull’educazione linguistica e letteraria e sul valore dei doposcuola nei quartieri. In serata, al Cinema Méliès, la riflessione sulla professione docente e la proiezione del documentario Fabulatiem di Vittorio Antonacci.

La giornata di sabato 31 ottobre proseguirà con incontri e laboratori dedicati alla valutazione educativa, alla storia della scuola, all’educazione sessuo-affettiva, alla matematica, all’inclusione e al sistema educativo 0-6. Tra i temi al centro del programma anche la militarizzazione della formazione, il rapporto tra orientamento scolastico e disuguaglianze sociali e le trasformazioni della didattica nell’era dell’intelligenza artificiale.

L’appuntamento più atteso della serata è alle 21.30, nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, con Ascanio Celestini e Storie di scuola. Un incontro con letture in cui il racconto della scuola partirà dalle esperienze di chi la attraversa, tra memoria popolare, maestri, aule e periferie.

Ricreazione Festival proseguirà fino a domenica 1° novembre, con un programma di incontri, laboratori e iniziative aperte alla cittadinanza.

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