La Uilm provinciale di Perugia torna prepotentemente a mettere in evidenza lo stato di sicurezza in molte aziende metalmeccaniche, ma non solo. In questi anni si sta parlando di trasformazione del clima atmosferico: nche se troppi potenti della terra fanno finta di niente, la realtà purtroppo evidenza che le temperature ogni anno che passa aumentano e mettono in seria difficoltà la vita degli esseri viventi.
Pertanto vivere e lavorare in luoghi dove si raggiungono temperature elevate mette a rischio la produzione ma soprattutto la vita dei lavoratori. Se ieri poteva bastare qualche accorgimento come più pause, elargizione di sali minerali o addirittura utilizzando la cassa integrazione, oggi sono divenuti pannicelli caldi.
Come Uilm sosteniamo e sproniamo perché l’industria italiana raggiunga gli standard contenuti nei programmi di industria, dai più ai meno avanzati, ma questi obbiettivi si raggiungono secondo noi, anche e forse soprattutto con la qualità di vita che si ha nei luoghi di lavoro. Inoltre e di questo forse dobbiamo fare un mea culpa a causa di una mancata convinzione, distrazione o che altro, dovuti al mancato utilizzo che potevano essere i fondi del PNRR per istallare impianti di raffreddamento e riscaldamento nei stabilimenti, che sicuramente avrebbero dato una grande svolta in molte aziende della provincia.
Come Uilm, capiamo le difficoltà che molte aziende hanno, causate da vari fattori come: la perenne crisi industriale, la volatilità dei mercati, le guerre che solo a nominarle fanno schizzare i prezzi delle materie prime ed altro ancora ma dentro a questo girone infernale dantesco c’è la quotidianità, ma soprattutto la necessità di andare avanti. Pertanto e credendo che c’è ancora del tempo prima che i robot dell’intelligenza artificiale sostituiscano definitivamente l’uomo nei luoghi di lavoro, chiediamo a tutte le organizzazioni sindacali, alle aziende, alla politica in genere e alle amministrazioni locali, di fare un fronte comune per trovare soluzioni a questa situazione non più tollerabile che si ha nei posti di lavoro.
Le azioni prese da Governo e Regione nei confronti delle aziende che hanno dipendenti che lavorano all’aperto sono giuste ma vorremmo ricordare che anche nelle aziende in certi momenti della giornata il rischio di ammalarsi o farsi male o peggio è elevato, come accaduto pochi giorni fa con la morte di un operaio nella stabilimento Electrolux è un altro pochi giorni prima. Quindi con il concetto prevenire è meglio che curare, mettiamo in campo azioni e soprattutto finanziamenti magari utilizzando i fondi della ZES, per dare un segno di civiltà e di competitività anche attraverso luoghi idonei per lavorare sia d’estate che d’inverno.







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