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Ferrovie, Pavanelli interroga Governo: “Umbria isolata, pendolari abbandonati. Legge di bilancio ultima occasione per intervenire”

“Treni stipati, ritardi cronici, orari cambiati senza avviso e una ferrovia centrale umbra ancora ferma. L’Umbria non può continuare a essere trattata come un territorio di secondo ordine”. Lo dichiara Emma Pavanelli, deputata M5S, annunciando il deposito di un’interrogazione al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sulle criticità del nuovo orario ferroviario invernale e sul rischio dei nuovi costi di accesso alla Direttissima. “Ogni giorno lavoratori e studenti vivono il treno come una lotteria – aggiunge Pavanelli. Il Regionale Veloce delle 17 da Roma a Foligno è assaltato, le corse sono state ridotte e i pochi convogli rimasti sono sovraccarichi. A ciò si aggiungono modifiche di orario non comunicate e coincidenze messe a rischio. Non è un servizio pubblico, è una sfida per chi deve raggiungere il lavoro o la scuola”.

Pavanelli chiede chiarimenti anche sulla revisione dei canoni RFI per l’accesso alla Direttissima, che secondo le stime potrebbe costare all’Umbria circa 11 milioni di euro, a causa dei nuovi criteri sull’eterotachicità introdotti dalla nuova delibera ART. “È un paradosso: l’Autorità aveva riconosciuto il diritto dei nuovi treni regionali umbri a viaggiare sulla Direttissima, ora i costi rischiano di affossare quel diritto – denuncia la deputata. Meno risorse significherebbero meno corse, meno collegamenti veloci e pendolari sempre più penalizzati. Ho chiesto al Governo di verificare subito questi criteri e di bloccare ogni aggravio ingiustificato.

La prossima legge di bilancio potrebbe essere l’ultima occasione di questa legislatura per destinare all’Umbria risorse vere. Chiederemo stanziamenti specifici per compensare eventuali maggiori costi sulla Direttissima e garantire continuità e potenziamento del servizio regionale. Vedremo se il Governo riuscirà, questa volta, a smentire chi ricorda l’Umbria solo in campagna elettorale”.

Infine, Pavanelli torna sulla ex Ferrovia Centrale Umbra, chiusa nel 2017 e ancora sostituita da autoservizi. “Sono anni che i cittadini aspettano la riapertura piena della linea. Il bus non può diventare la normalità. Ho chiesto al Ministro quali interventi intenda attivare per accelerare il ripristino della ferrovia. L’Umbria ha bisogno di treni affidabili, non di scuse e bus sostitutivi all’infinito” conclude la deputata.

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