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La Regione Umbria conferma il proprio sostegno all’Einstein Telescope e alla cooperazione scientifica con Toscana e Sardegna per promuovere ricerca, innovazione e sviluppo

A Cascina, sede del centro di ricerca Virgo, l’assessore regionale Thomas De Luca ha ribadito l’adesione della Regione al progetto dedicato allo studio delle onde gravitazionali sostenendo la candidatura dell’Italia ad ospitare l’Einstein Telescope presso l’ex sito di sos enattos a Lula, in Sardegna.

“L’Umbria terra di pace crede nella conoscenza – ha detto l’assessore De Luca – oggi più che mai c’è bisogno di tornare a guardare le stelle, mettendo risorse economiche, umane e tecnologiche sull’esplorazione dell’universo. Un progetto straordinario dedicato allo studio delle onde gravitazionali che attraversano il cosmo sin dall’origine del big bang. L’Umbria è in prima linea nella cooperazione, la ricerca d’eccellenza è il motore primario per la crescita sostenibile e il futuro del Paese”.

Dopo la visita guidata dell’osservatorio gravitazionale europeo e dell’esperimento Virgo, si è tenuto il confronto “Da Virgo a Einstein Telescope – l’impatto delle grandi infrastrutture di ricerca sui territori e l’economia” a cui sono intervenuti Massimo Carpinelli direttore Ego, Antonio Zoccoli presidente istituto nazionale di fisica nucleare, Pia Astone Infn, Michele Maggiore Università di Genova, Alessandra Todde presidente Sardegna, Eugenio Giani presidente Toscana e l’assessore De Luca.

Il protocollo sottoscritto dalla presidente della Regione Stefania Proietti con la Sardegna punta a mettere a sistema il Laboratorio Internazionale Caos dell’Università di Perugia e dell’Infn con l’ecosistema sardo, tra cui il Sardinia Radio Telescope, il Crs4 e i Laboratori Etic; rafforzare il raccordo tra mondo scientifico e tessuto produttivo per trasferire i risultati della ricerca alle imprese; promuovere scambi costanti tra studenti e ricercatori, creando opportunità concrete per attrarre e trattenere i giovani talenti; contrastare lo spopolamento delle aree interne e sviluppare tecnologie a impatto collettivo, come i sistemi di allerta precoce per i terremoti.

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