Sedici studenti, cinque istituti e una settimana per scoprire che cosa accade prima che l’acqua arrivi nelle nostre case. Questa mattina, davanti a una sala gremita di ragazzi al Centro servizi camerale di Perugia, sono stati presentati i video-podcast realizzati per Mirabilia Bootcamp 2026. Il progetto della Camera di Commercio dell’Umbria ha unito sostenibilità, conoscenza del territorio e comunicazione multimediale. Decisiva la collaborazione con Umbra Acque, che ha aperto agli studenti potabilizzatore, centrale operativa e laboratorio analisi. La presentazione è avvenuta nel contesto della giornata inaugurale di EcoSanfra, il festival dedicato ad ambiente e sostenibilità.
Prima le immagini sullo schermo, poi gli applausi. Ma soprattutto i ragazzi. Sedici studenti di cinque istituti superiori umbri hanno portato questa mattina al Centro servizi camerale di Perugia il risultato di una settimana trascorsa a studiare, intervistare, riprendere, montare e, prima ancora, cercare di capire che cosa significhi davvero gestire una risorsa essenziale come l’acqua.
La sala, piena di studenti delle scuole partecipanti, ha fatto da cornice alla presentazione dei video-podcast di Mirabilia Bootcamp 2026, quinta edizione del percorso di Formazione Scuola Lavoro promosso dalla Camera di Commercio dell’Umbria nell’ambito della rete nazionale Mirabilia. L’appuntamento è avenuto nel contesto della giornata inaugurale di EcoSanfra, il festival dedicato all’ambiente e alla sostenibilità che ha aperto oggi i battenti a Perugia.
Il progetto è stato seguito dalla U.O.S. Orientamento al lavoro e alle professioni della Camera di Commercio dell’Umbria, guidata da Claudia Committeri, responsabile di servizio, che questa mattina ha preso la parola durante l’incontro e ha accompagnato per l’Ente camerale lo sviluppo del percorso progettuale.
La scelta del tema ha portato i ragazzi dentro una questione molto concreta: “L’acqua come risorsa e patrimonio territoriale”. Non semplicemente l’acqua come bene naturale, dunque, ma tutto quello che serve per renderla disponibile, controllarla, garantirne la qualità, governare una rete complessa e affrontare insieme tecnologia, ambiente e sostenibilità.
Il lavoro era cominciato il 7 settembre. Quattro giornate di laboratorio teorico e pratico e una giornata sul campo, con gli studenti divisi in gruppi redazionali e chiamati progressivamente a passare dalla conoscenza dell’argomento alla costruzione di un prodotto giornalistico e audiovisivo.
A guidare la parte dedicata a comunicazione, interviste, storytelling e linguaggio video sono stati Luca Garosi, giornalista di Rai News 24 e docente all’Università degli Studi di Perugia, e Marco Matteucci, regista e videomaker. I ragazzi hanno lavorato sul public speaking, sulla struttura del racconto, sulle tecniche di ripresa e sulla conduzione delle interviste. Poi telecamere e microfoni sono usciti dall’aula.
È qui che la collaborazione con Umbra Acque S.p.A. ha dato al progetto una dimensione diversa. Gli studenti sono entrati nei luoghi nei quali la gestione dell’acqua si misura ogni giorno con infrastrutture, controlli, dati e responsabilità.
Prima tappa il Nuovo Potabilizzatore di Petrignano, costruito per servire l’area Perugino-Trasimeno e affiancato da una nuova condotta di sette chilometri. L’impianto è stato concepito a impatto energetico zero attraverso l’impiego combinato di pannelli fotovoltaici e turbine idrauliche. A raccontarne funzionamento e caratteristiche sono stati Cristina Sabatini, responsabile della Macro Struttura Ingegneria e Grandi Progetti di Umbra Acque, e Andrea Ruspolini, responsabile della Macro Struttura Costruzione.
Da Petrignano il gruppo si è spostato alla Centrale Operativa di Ponte San Giovanni, dove sistemi digitali e tecnologie consentono di tenere sotto controllo reti e impianti del territorio. Ad accompagnare gli studenti sono stati Roberto Piastrelli, responsabile della Macro Struttura Sala Operativa Ambientale e Servizi Utenza, e Maikol Marcucci, responsabile della Micro Struttura Programmazione Esercizio Infrastrutture.
Ultima fermata al Laboratorio Analisi Genna, dove vengono effettuati i controlli chimici e microbiologici necessari a verificare la qualità dell’acqua. Qui sono stati Paolo Meniconi, responsabile della Macro Struttura Laboratorio di Umbra Acque, ed Elena Montalbani, specialista nelle analisi microbiologiche, a mostrare ai ragazzi ciò che normalmente rimane lontano dagli occhi di chi apre semplicemente un rubinetto.
Da questa giornata sono arrivate molte delle interviste, delle immagini e delle informazioni poi utilizzate nei lavori finali.
Cinque scuole, un lavoro costruito insieme
I sedici protagonisti del Bootcamp provengono dall’Istituto Omnicomprensivo “Bernardino di Betto” di Perugia, dal Campus “Leonardo da Vinci” di Umbertide, dall’Istituto di Istruzione Superiore “Cavour Marconi Pascal” di Perugia, dal Liceo Scientifico Statale “Galileo Galilei” di Perugia e dall’Istituto di Istruzione Superiore “Giordano Bruno” di Perugia.
Dopo la visita a Umbra Acque, il lavoro è tornato in aula. C’erano ore di riprese da selezionare, interviste da montare, voci narranti da registrare e una storia da tenere insieme. Ogni gruppo ha costruito una puntata del video-podcast guardando al tema idrico da un’angolazione diversa, dalla tecnologia alla qualità, dalla storia all’ambiente e alla sostenibilità.
Questa mattina quei lavori sono arrivati davanti al pubblico.
L’emozione dei ragazzi si vedeva, soprattutto nei momenti che precedevano la proiezione. Poi hanno parlato i prodotti che avevano costruito. Il passaggio più interessante del Bootcamp è probabilmente proprio qui: gli studenti non hanno ricevuto soltanto informazioni sull’acqua, ma hanno dovuto trasformarle in un racconto comprensibile agli altri, scegliendo immagini, domande, parole e ritmo.
Per la Camera di Commercio dell’Umbria, il progetto si inserisce nell’attività dedicata al rapporto fra scuola, competenze e mondo del lavoro. Mirabilia Bootcamp aggiunge a questo rapporto la conoscenza del territorio e gli strumenti della comunicazione contemporanea: non una simulazione isolata, ma un lavoro costruito a partire dall’incontro con professionisti, tecnici e strutture operative. E la mattinata nel contesto di EcoSanfra lo ha mostrato in una maniera piuttosto semplice. In platea c’erano decine di ragazzi; sullo schermo, impianti, laboratori, tecnici e reti idriche. A tenere insieme le due cose erano i video e i podcast preparati dagli studenti nelle giornate di settembre.







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