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Imprese umbre, nel 2025 gli investimenti spingono il capitale: dotazione media in crescita del 16,8%

Le imprese umbre rafforzano la propria dotazione di capitale operativo. Nel 2025 il valore medio delle immobilizzazioni materiali e immateriali delle società di capitali è salito da 767.147 a 896.387 euro per impresa, con un incremento del 16,8%.

È quanto emerge dall’analisi della Camera di Commercio dell’Umbria sui bilanci dell’esercizio 2025 già depositati nel Registro delle imprese. Il campione comprende 10.714 società, pari al 69,6% delle oltre 15.400 società di capitali tenute al deposito. Un dato ancora provvisorio, ma sufficientemente ampio per evidenziare una tendenza.

L’aumento riguarda il capitale destinato all’attività operativa: fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature e mezzi, insieme a software, brevetti, licenze e costi di sviluppo. Restano escluse dall’analisi le immobilizzazioni finanziarie e le altre poste non direttamente riconducibili alla struttura operativa.

Nel complesso, la dotazione media cresce di 129.240 euro per società in un anno. La Camera di Commercio precisa tuttavia che la variazione delle immobilizzazioni non coincide con il valore degli investimenti lordi: per determinarlo occorrerebbe considerare anche ammortamenti, cessioni, svalutazioni, rivalutazioni e altre operazioni.

“I bilanci già depositati descrivono un sistema imprenditoriale che nel 2025 ha rafforzato in misura consistente la propria base produttiva – sottolinea il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni –. L’aumento riguarda entrambe le province e assume un rilievo particolare perché le società di capitali generano una parte rilevante del fatturato regionale delle imprese”.

Il presidente richiama però l’attenzione anche sulla composizione della crescita: “Accanto alla crescita di fabbricati, impianti, macchinari e altre dotazioni fisiche emerge però la flessione del capitale immateriale. Software, brevetti, sviluppo e competenze sono decisivi per la produttività e la capacità competitiva”.

Perugia cresce più di Terni

L’incremento interessa entrambe le province umbre, ma con intensità differenti. Nel territorio di Perugia il capitale operativo medio passa da 825.654 a 977.754 euro per società, con una crescita del 18,4%, pari a 152.100 euro in più.

A Terni si passa invece da 583.890 a 648.038 euro, con un incremento di 64.148 euro, pari all’11%.

Ancora più marcata la differenza nei due capoluoghi. A Perugia la dotazione media sale da 798.962 euro a circa 1,024 milioni, con un aumento del 28,2%. A Terni passa da 671.829 a 734.952 euro, segnando una crescita del 9,4%.

I valori sono riferiti alla sede delle imprese e non indicano necessariamente il luogo fisico in cui sono stati realizzati gli investimenti.

A trainare sono fabbricati, impianti e macchinari

La crescita del capitale operativo è sostanzialmente legata alla componente materiale. Il valore medio di fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature e mezzi passa da circa 683.470 a 814.774 euro per società: 131.304 euro in più, pari al 19,2%.

Di segno opposto il capitale immateriale, che comprende software, brevetti, licenze, costi di sviluppo e altre attività immateriali. Il valore medio scende da 83.677 a 81.613 euro, con una diminuzione di 2.064 euro, pari al 2,5%.

Il risultato finale è quindi dato da 131.304 euro di capitale materiale in più e 2.064 euro di capitale immateriale in meno, per un incremento netto di 129.240 euro per società.

Il dato sull’immateriale resta comunque superiore a quello del 2019: allora la dotazione media era di 54.667 euro per impresa, contro gli 81.613 euro del 2025. Nell’ultimo esercizio, però, questa componente ha registrato una contrazione mentre la parte materiale ha segnato una crescita significativa.

Le società di capitali rappresentano circa il 22% delle imprese umbre, ma generano tra il 70 e il 75% del fatturato regionale. Il loro andamento non rappresenta quindi l’intero universo imprenditoriale, ma fotografa una componente centrale del sistema economico regionale per ricavi, patrimonio e capacità di investimento.

Per la Camera di Commercio, la sfida per il prossimo futuro sarà accompagnare il rafforzamento della dotazione materiale con una maggiore attenzione agli investimenti in innovazione, tecnologia e conoscenza.

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