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AST, Pavanelli: «La Regione ha fatto la sua parte, ora si svegli il Governo»

Resta alta l’attenzione sul futuro di Acciai Speciali Terni, con il costo dell’energia indicato come uno dei principali fattori di rischio per la competitività dello stabilimento. A intervenire è la deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli, che ha annunciato il deposito di un’interrogazione parlamentare al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

«Da mesi denunciamo il rischio che l’elevato costo dell’energia finisca per compromettere la competitività di Acciai Speciali Terni e, con essa, la continuità produttiva e la tenuta occupazionale dello stabilimento», afferma Pavanelli, secondo cui «la Regione Umbria ha fatto la propria parte e ha rispettato gli impegni assunti nell’Accordo di Programma», mentre il Governo sarebbe intervenuto solo dopo diverse sollecitazioni.

La deputata evidenzia il differenziale dei prezzi energetici: circa 128 euro/MWh in Italia, contro gli 88 della Spagna, gli 86 della Germania e i 53 della Francia. Un divario che, secondo Pavanelli, pesa in modo particolare su una realtà energivora come AST e può incidere sulla produzione, fino alle possibili fermate dei forni e dell’area a caldo.

Pavanelli ricorda inoltre l’impegno della Regione sul fronte dell’idroelettrico e delle procedure autorizzative previste dall’Accordo di Programma e chiede al Governo «tempi certi per rendere operativa la misura sull’energia» e indicazioni sugli interventi necessari a garantire la continuità produttiva fino al 2029, quando il nuovo sistema delle concessioni idroelettriche potrà produrre i suoi effetti.

«Non possiamo permetterci che questo immobilismo venga pagato dai lavoratori», conclude Pavanelli. Il tavolo convocato per il 28 settembre, secondo la deputata, «non può essere l’ennesimo momento interlocutorio», ma deve rappresentare «il punto di svolta» per dare risposte concrete a Terni e ai lavoratori di AST.

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