Nel tardo pomeriggio di giovedì scorso, a conclusione di una mirata attività info-investigativa, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Terni hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, due giovani stranieri, entrambi entrati in Italia con visto turistico.
Nel corso di un servizio di osservazione in abiti civili, nei pressi dello Stadio “Libero Liberati”, personale della Sezione Operativa ha intercettato un’utilitaria, poi risultata a noleggio, già segnalata nei giorni precedenti da alcuni cittadini quale veicolo sospetto, con due persone a bordo: l’autovettura è stata monitorata nel corso dei suoi spostamenti fino al Quartiere San Giovanni dove i militari hanno notato i due giovani incontrarsi brevemente con un uomo, per poi fare ingresso all’interno di un Bed & Breakfast. Quando, poco dopo, i due ne sono usciti per riprendere la marcia, sono stati fermati da una “gazzella”: fin dai primi istanti del controllo, il loro nervosismo e l’atteggiamento poco collaborativo, finanche la giustificazione di trovarsi in zona per visitare le Cascate delle Marmore, hanno indotto gli operanti ad approfondire le verifiche, eseguendo una perquisizione personale e veicolare, estesa poi alla camera della struttura ricettiva in cui erano alloggiati. L’attività ha confermato i sospetti, portando alla scoperta di una piccola base logistica per lo spaccio: sono stati infatti rinvenuti e sequestrati 38 involucri di cocaina, per un peso complessivo di 36 grammi, nascosti in un comodino, la somma in contanti di oltre 8.300,00 €, suddivisi in mazzette e ritenuti provento dell’illecita attività, un bilancino di precisione, vario materiale per il confezionamento delle dosi ed un’agendina, occultata all’interno di un mobile della cucina, contenente la “contabilità” dello spaccio.
Per i due stranieri è scattato così l’arresto e, su disposizione del P.M. di turno della Procura della Repubblica di Terni, la successiva presentazione all’udienza di convalida per direttissima, fissata per il giorno successivo, all’esito della quale il Giudice, nel convalidare gli arresti, ha disposto nei loro confronti la misura cautelare del divieto di dimora nella Regione Umbria.
Il procedimento penale è pendente nella fase del giudizio di primo grado, per cui gli imputati non possono essere considerati colpevoli prima della condanna definitiva.







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