“La richiesta avanzata dai sindacati di estendere il tesserino identificativo per i rider a tutti i Comuni umbri conferma la bontà di una battaglia che sosteniamo da tempo. Il settore delle consegne a domicilio ha bisogno di regole chiare, controlli efficaci e strumenti che garantiscano legalità, sicurezza e trasparenza”. Lo afferma il capogruppo della Lega Umbria, Enrico Melasecche.
“Innanzitutto si tutelano in questo modo i lavoratori contrastando il caporalato, il lavoro nero e lo sfruttamento, ma si offrono anche garanzie ai cittadini. Chi riceve una consegna a domicilio deve poter sapere chi ha davanti, con la certezza che si tratti di una persona identificata e autorizzata a svolgere quel servizio. È una questione di sicurezza oltre che di trasparenza.
Negli ultimi anni non sono mancati episodi di cronaca che hanno coinvolto rider in attività illecite come lo spaccio, anche sul nostro territorio, mentre in altre realtà italiane alcuni sono stati coinvolti in reati ben più gravi. Questo non significa criminalizzare un’intera categoria, composta in larga parte da persone che lavorano onestamente e con sacrificio, ma prendere atto che servono strumenti di prevenzione e controlli efficaci, a tutela sia dei lavoratori corretti sia delle famiglie.
Il tesserino identificativo rappresenta una risposta concreta anche sotto il profilo dell’igiene alimentare, perché consente di verificare il rispetto degli obblighi previsti per chi trasporta alimenti e contribuisce ad aumentare la qualità e la sicurezza del servizio. Per questo riteniamo che la Regione Umbria abbia perso un’importante occasione. La legge regionale approvata dalla sinistra non ha avuto il coraggio di introdurre uno strumento semplice ma fondamentale come il tesserino identificativo, lasciando ai singoli Comuni il compito di intervenire autonomamente. È una scelta che ha prodotto una disciplina frammentata quando invece serviva una regola valida per tutto il territorio regionale.
Il Comune di Terni ha già previsto il tesserino nel proprio regolamento, dimostrando che questa misura è concretamente realizzabile. Ora vanno fatti i controlli perché tutti si adeguino. Ma è soprattutto la Regione che deve fare il passo successivo, introducendo un sistema uniforme in tutta l’Umbria, accompagnato da controlli puntuali e da una disciplina omogenea. Sarebbe un provvedimento di buon senso, capace di tutelare i rider onesti, contrastare ogni forma di illegalità e offrire maggiori garanzie ai cittadini umbri”.







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