Guardia di Finanza, celebrato in Umbria il 252° anniversario. La presidente della Regione Proietti: “Legalità economica, prevenzione e tutela delle risorse pubbliche sono pilastri della fiducia nello Stato”
(AUN) – Perugia, 26 giugno 2026 – “Celebrare la Guardia di Finanza significa rendere omaggio a una storia di servizio, disciplina e responsabilità pubblica, significa riconoscere il valore di un Corpo che protegge la legalità economica, tutela le risorse dei cittadini e sostiene la fiducia nelle istituzioni. In Umbria questo lavoro accompagna una stagione decisiva di investimenti, ricostruzione, sviluppo, sanità pubblica e gestione corretta dei fondi europei e nazionali”.
Così la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, in occasione delle celebrazioni per il 252° anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, svolte in piazza del Bacio, a Perugia, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose del territorio.
La scelta di celebrare la ricorrenza nel quartiere Fontivegge assume un valore preciso. Piazza del Bacio diventa luogo di presenza istituzionale, presidio visibile dello Stato e spazio restituito alla partecipazione dei cittadini.
La ricorrenza rappresenta un momento di forte valore istituzionale. La Guardia di Finanza conferma il proprio ruolo di presidio dello Stato, forza moderna e specializzata nella tutela della legalità economico-finanziaria, nel contrasto alle frodi, nella protezione della spesa pubblica e nella difesa delle imprese sane.
La presidente Proietti ha rivolto il proprio ringraziamento alle donne e agli uomini del Corpo per l’impegno svolto ogni giorno sul territorio regionale: “La legalità è una condizione dello sviluppo. Ogni euro pubblico deve arrivare dove serve, deve produrre servizi, opere, diritti, opportunità. Per questo il partenariato tra Regione Umbria e Guardia di Finanza rappresenta un presidio essenziale. Abbiamo costruito un modello di prevenzione strutturale, capace di intervenire prima che il rischio diventi danno, soprattutto nei settori più sensibili della spesa pubblica, della sanità, degli appalti e dei finanziamenti collegati al PNRR e alla programmazione europea”.
Nel corso della cerimonia è stato tracciato anche il bilancio dell’attività svolta dal Corpo sul territorio. I risultati confermano un impegno intenso contro evasione fiscale, lavoro irregolare, frodi, sprechi, illeciti economici e utilizzo distorto delle risorse pubbliche. Un’attività che tutela l’interesse generale e rafforza la concorrenza leale tra imprese.
“Le Fiamme Gialle rappresentano – ha aggiunto la presidente – una garanzia concreta per i cittadini e per le imprese oneste. Il loro lavoro colpisce chi sottrae risorse alla collettività e protegge chi rispetta le regole. Questa è sicurezza economica, questa è giustizia sociale, questa è coesione istituzionale”.
La presidente ha sottolineato anche il valore civile della presenza della Guardia di Finanza nei territori, nelle città e nei luoghi della vita quotidiana: “La presenza dello Stato si misura nella capacità di essere vicino alle persone, di proteggere gli spazi pubblici, di difendere il lavoro regolare, di sostenere chi produce valore e di contrastare ogni forma di illegalità. La Guardia di Finanza svolge questa missione con competenza, rigore e senso delle istituzioni”.
La ricorrenza del 252° anniversario conferma il legame tra la storia del Corpo e le sfide del presente. Dalla tutela delle entrate pubbliche al contrasto alla criminalità economica, dalla vigilanza sugli appalti alla protezione dei fondi pubblici, la Guardia di Finanza resta un punto di riferimento decisivo per la qualità della democrazia e per la credibilità delle istituzioni.
“La Regione Umbria – ha concluso la presidente – continuerà a lavorare insieme alla Guardia di Finanza con lealtà istituzionale e piena collaborazione, come con il protocollo per rafforzare la tutela della legalità nel settore della spesa sanitaria. Trasparenza e prevenzione sono strumenti di buon governo. Sono la base su cui costruire un’Umbria più giusta, più sicura e più forte”.







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