buffetti
buffetti
rietilife TV
Italia Life
tecno adsl

CNA Umbria: “Per la regione rischio decrescita, peggiorano le stime del 2026”

L’Umbria rischia di chiudere il 2026 con numeri economici ancora più deboli delle previsioni iniziali. È quanto emerge dal nuovo report realizzato dal centro studi Sintesi per CNA Umbria, che fotografa uno scenario definito “in peggioramento” rispetto alle attese di inizio anno.

Secondo l’analisi, la crescita del PIL regionale prevista allo 0,7% sarebbe oggi “ampiamente sovrastimata”, con il dato finale che potrebbe fermarsi a un modesto +0,2% rispetto al 2025, circa la metà della media nazionale.

A commentare il quadro è il presidente regionale della CNA, Michele Carloni, che parla di una situazione strutturale critica: “Se l’Italia resta tra i Paesi europei con i peggiori tassi di crescita, per l’Umbria va anche peggio. Senza crescita non ci sono risorse per sanità, welfare, cultura e progetti strategici”.

Investimenti in lieve crescita, ma pesa il contesto

Il report segnala un aumento degli investimenti del +1,6% nel 2026, ma con un contesto considerato meno favorevole rispetto al passato, anche per l’ingresso della ZES e dei relativi incentivi alle imprese con investimenti minimi da 200 mila euro.

Più debole il quadro dei consumi, attesi a un +0,4%, frenati dall’inflazione in risalita (dal 2,4% del 2025), con particolare impatto su turismo, ristorazione e servizi ricettivi.

Sul fronte estero, le esportazioni sono previste in calo dell’1%, mentre il credito continua a rappresentare un nodo critico: alle micro e piccole imprese umbre arriverebbe solo il 18% dei prestiti complessivi destinati al tessuto produttivo regionale.

Imprese in calo e artigianato in difficoltà

Il documento evidenzia anche una contrazione del numero di imprese: -2% a marzo 2026, con una situazione ancora più marcata nel settore artigiano.

Su 77.589 imprese attive in Umbria, le imprese artigiane sono 19.204, in calo del 5,8% rispetto al 2019. Le riduzioni più significative riguardano agricoltura, manifattura e commercio, mentre crescono i comparti legati a ricettività e servizi.

Occupazione stabile, ma con criticità strutturali

Sul fronte occupazionale il report registra un dato positivo: negli ultimi sei anni l’occupazione è cresciuta di 19.500 unità, con una sostanziale stabilità nel 2026 (+0,1%).

A trainare il dato sono manifattura e costruzioni, anche se proprio su quest’ultimo settore vengono segnalati possibili rallentamenti futuri, con un calo del valore aggiunto stimato intorno al 10% nel 2027.

Turismo in crescita ma non sufficiente a trainare il sistema

Il turismo continua a crescere (+34,9% rispetto al 2019), ma secondo CNA Umbria non è sufficiente a sostenere da solo l’economia regionale.

Carloni sottolinea la necessità di una strategia industriale di lungo periodo: rilancio della manifattura, investimenti in innovazione, internazionalizzazione ed energia, con un focus anche sui costi produttivi, che in Umbria restano fino al 40% più alti rispetto alla media europea.

La richiesta: una strategia di lungo periodo

Per CNA Umbria la priorità è definire un piano strutturale per rendere la regione più competitiva e attrattiva, intervenendo su infrastrutture, collegamenti e politiche industriali mirate.

“La vera sfida – conclude Carloni – è far crescere le imprese di ogni dimensione, a partire da micro e piccole, che rappresentano l’ossatura del sistema produttivo umbro”.

In assenza di interventi strutturali, avverte l’associazione, il rischio è quello di una crescita debole e insufficiente a sostenere il futuro economico della regione.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*