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Autotrasporto, sospeso il fermo nazionale: intesa col Governo e protesta rinviata

Il fermo dei mezzi pesanti previsto dal 25 al 29 maggio non ci sarà. L’autotrasporto italiano ha deciso di sospendere la mobilitazione dopo l’incontro di venerdì 22 maggio con il Governo, che ha portato a una serie di impegni ritenuti “concreti ma non ancora risolutivi” dalle associazioni di categoria.

La decisione arriva da Unatras e dalle principali sigle del settore, che parlano di un primo segnale di apertura da parte dell’esecutivo sul nodo più urgente: il caro carburante e l’aumento dei costi operativi che da mesi sta mettendo in difficoltà le imprese del trasporto merci.

Secondo quanto emerso dal confronto presieduto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Governo ha annunciato un pacchetto di misure economiche e normative. Tra queste, uno stanziamento aggiuntivo da 200 milioni di euro sotto forma di credito d’imposta, che si somma ai 100 milioni già previsti, per compensare i maggiori costi del carburante sostenuti dalle imprese.

Prevista anche la proroga del taglio delle accise fino all’8 giugno, insieme alla sospensione fino a luglio 2026 del versamento di alcuni contributi e alla riduzione da 60 a 30 giorni dei tempi per il rimborso delle accise a partire da ottobre. Sul tavolo anche la ricostituzione della Consulta generale per l’autotrasporto, chiamata a discutere ulteriori interventi strutturali, tra cui il tema del “fuel surcharge” e una possibile riforma complessiva del settore.

Le associazioni regionali di Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Confcooperative e Legacoop Produzione e Servizi definiscono le misure “un primo passo nella giusta direzione”, pur sottolineando che non risolvono ancora le criticità strutturali del comparto.

“Si tratta di interventi importanti ma non ancora sufficienti a garantire la sostenibilità delle imprese”, spiegano i rappresentanti del settore, evidenziando come il problema principale resti la bassa marginalità delle tariffe, spesso incapaci di coprire i costi anche in fasi di crescita economica.

Proprio per questo la sospensione del fermo viene letta come un gesto di apertura e responsabilità, ma non come una chiusura della vertenza. Le organizzazioni precisano infatti che la protesta resta solo rinviata: la mobilitazione potrà ripartire qualora gli impegni non si traducano rapidamente in provvedimenti operativi.

Un elemento di ottimismo arriva anche dal contesto internazionale, con la possibile riapertura dello stretto di Hormuz che potrebbe contribuire a una riduzione della pressione sui costi energetici, in particolare sul prezzo del carburante.

“Per ora sospendiamo la protesta, ma attendiamo risposte concrete e tempi certi”, ribadiscono le associazioni, che chiedono rapidità nell’erogazione dei 300 milioni complessivi annunciati e soprattutto un cambio di passo strutturale.

Il settore dell’autotrasporto resta così in una fase di attesa vigilata: la tregua è scattata, ma la partita vera – quella sulla sostenibilità economica delle imprese – è tutt’altro che chiusa.

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