Non è stata una comune mattinata di scuola quella vissuta dagli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “G. Gandhi” di Narni. Le palestre dell’istituto si sono trasformate in un laboratorio di civiltà e sport grazie all’intervento della ASD BIC Rieti (Basket In Carrozzina), associazione da anni in prima linea per la promozione dello sport paralimpico e dell’integrazione sociale.
L’incontro non ha avuto come unico scopo quello di mostrare una disciplina atletica, ma quello ben più ambizioso di abbattere le barriere mentali che ancora circondano il mondo della disabilità.
Il progetto portato avanti dalla ASD BIC Rieti si fonda sull’idea che il campo da gioco sia il luogo ideale per sperimentare l’uguaglianza. Attraverso dimostrazioni pratiche e il coinvolgimento diretto dei ragazzi, l’associazione ha permesso agli studenti di toccare con mano (sedendosi letteralmente in carrozzina) cosa significhi praticare sport ad alto livello nonostante le difficoltà motorie.
L’iniziativa ha toccato punti cardine del vivere civile:
– Abbattimento delle barriere architettoniche: Sensibilizzare i giovani sulla necessità di spazi urbani e scolastici accessibili a tutti.
– Partecipazione attiva: Dimostrare che i problemi di deambulazione non sono un ostacolo insormontabile per l’attività fisica agonistica.
– Interazione e fragilità: Educare all’empatia e al supporto reciproco, trasformando la “diversità” in una risorsa del gruppo.
L’obiettivo dichiarato della ASD BIC Rieti è quello di promuovere la familiarizzazione dei giovani con la disabilità, affinché questa non venga più vista con timore o distanza, ma come una delle tante sfaccettature dell’esperienza umana.
“Lo sport è lo strumento più potente che abbiamo per scardinare i pregiudizi,” hanno spiegato i rappresentanti dell’associazione durante l’incontro. “Quando un ragazzo vede un atleta in carrozzina fare canestro, smette di vedere la sedia e inizia a vedere l’atleta. È questo il cambio di prospettiva che cerchiamo.”
La dirigenza scolastica e i docenti del “Gandhi” hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa, riconoscendo il valore pedagogico dello sport paralimpico. L’integrazione dei soggetti fragili nella vita sociale passa inevitabilmente attraverso l’educazione delle nuove generazioni, chiamate a costruire una società più equa e senza ostacoli, fisici o mentali che siano.
Iniziative come questa confermano che la scuola non è solo il luogo dove si apprendono nozioni, ma il terreno fertile dove si coltiva la cultura dell’inclusione. La ASD BIC Rieti, con la sua energia e il suo impegno sul territorio, ha lasciato a Narni un messaggio chiaro: nel gioco della vita, nessuno deve restare in panchina.







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