«La sentenza del TAR Umbria, pur avendo avuto un esito tecnicamente prevedibile dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato sul silenzio-assenso, non sposta di un millimetro la nostra posizione su questa vicenda. Siamo di fronte a un paradosso giuridico che vede la Regione Umbria soccombere non per mancanza di ragioni ma per gravi mancanze del passato e l’ipocrisia del Governo Meloni. Se oggi ci troviamo qui è in primo luogo a causa della totale inerzia della precedente amministrazione regionale di centrodestra nel 2023, momento in cui si sarebbe dovuto procedere ad archiviare formalmente il procedimento di autorizzazione unica oppure a svolgerlo nei tempi previsti dalla legge. In seconda istanza perché con la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 27 giugno 2023 a firma di Giorgia Meloni, scavalcando perfino il parere contrario del Ministero della Cultura, il Governo ha dato il proprio parere favorevole. Un atto pienamente discrezionale che ha di fatto ignorato tutte le criticità dell’intervento.
Come Giunta regionale, abbiamo cercato di porre rimedio a tali mancanze ma tutto questo è stato vanificato da una precisa scelta. Sarebbe ora che i responsabili se ne assumano la piena responsabilità politica».







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