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“Tutti a casa alle 22”: Conte pensa al coprifuoco. E torna in ballo la didattica a distanza alle superiori

(ch.di.) Tutti a casa alle 22, con limitazioni agli spostamenti da quell’ora fino al primo mattino – se non per casi di necessità – e didattica a distanza alle superiori. È lo scenario che propone il Corriere della Sera in apertura e a pagina 3 del giornale in edicola stamattina.

Mentre Conte vuole evitare un lockdown totale come a primavera e molti, però, hanno paura di uno stop a Natale (con conseguenze pessime per l’economia), nel Governo – e già nel Consiglio dei Ministri previsto a breve – si riflette sull’eventualità di raddrizzare la curva dei contagi limitando le attività serali, “sfavorendo” eventuali assembramenti. Il dpcm in vigore già qualcosa fa: locali chiusi a mezzanotte, consumazione al tavolo a tarda sera e niente drink in piedi davanti al locale. Regole anti-movida per frenare i contagi, sempre più giovani.

Governo che si divide anche sulla didattica a distanza alle superiori: De Luca ha già preso un provvedimento simile in Campania. Azzolina si è infuriata e per ora, anche su tutta Italia, dice che una dad per tutti “non esiste”. Ma se i contagi aumentano e la media età è sempre più bassa, forse il Governo dovrà pensarci. Anche perché se il problema può non essere la scuola in sé con le lezioni, lo può essere il trasporto pubblico.

Tutte norme ancora embrionali – quella su scuola e coprifuoco – ma concrete almeno nel pensiero. E con cui probabilmente dovremo misurarci nei prossimi giorni qualora il Governo decidesse davvero di adottarle.

Foto: TerniLife ©

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