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STUDIO DI UN PROTOTIPO IN 3D DA UTILIZZARE IN MEDICINA RIGENERATIVA / DOMANI A PALAZZO MONTANI LEONI

“3D – PRINTING: studio di un prototipo bio-ibrido per applicazioni in Medicina rigenerativa”, questo il progetto parte della giornata di studio di domani a Palazzo Montani Leoni, sede Fondazione Carit. L’incontro prenderà il via alle 10,30 con  Mario Fornaci, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni; Massimo Curini, delegato del Rettore dell’Università di Perugia per il Polo Scientifico Didattico di Terni; Riccardo Calafiore, Coordinatore Sezione di Fisiologia Clinica, Cardiovascolare Endocrina e Metabolica, Dipartimento di Medicina, Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia, Sede di Terni, Laboratorio Trapianti Cellulari Endocrini ed Organi Bio-ibridi, Università di Perugia. Referente del progetto “3D Printing”; Federico Rossi, Coordinatore del Corso di Laurea in Ingegneria Industriale di Terni e Responsabile IPASS del progetto “3D Printing”; Pia Montanucci, assegnista di Ricerca, Università di Perugia, referente tecnico del progetto “3D Printing” per il Dipartimento di Medicina; Andrea Presciutti, ricercatore dell’Università di Perugia nel settore della stampa 3D.

Il Progetto di ricerca, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, ha  come obiettivo lo studio di un prototipo bio-ibrido realizzato attraverso la stampa 3D per applicazioni di medicina rigenerativa. L’enorme progresso delle conoscenze nel campo della biologia cellulare e delle biotecnologie ha consentito, negli ultimi anni, lo sviluppo di tecnologie mirate alla coltivazione e alla ricostruzione in vitro di tessuti o organi, definendo una nuova branca di scienze biomediche conosciuta con il termine di “ingegneria dei tessuti”. Una delle più recenti e promettenti tecniche di tissue engineering è il bioprinting una tecnica che, tramite l’impiego di software e hardware dedicati per la progettazione di schemi e strutture in 2D e 3D, si prefigge di produrre una struttura o tessuto ingegnerizzato da poter utilizzare in medicina rigenerativa (approccio terapeutico finalizzato alla rigenerazione biologica del tessuto anziché alla sua sostituzione) o come materiale per test e studi biologici e farmacologici. Uno degli obiettivi del progetto è quello di verificare la possibilità di creare un prototipo utilizzando delle cellule staminali mesenchimali estratte dal gel di Wharton del cordone ombelicale umano secondo un protocollo originale sviluppato dal gruppo del Prof. Riccardo Calafiore, assieme alla fibrina a costituire il bioink da utilizzare su un materiale polimerico come il policaprolattone. Un ulteriore obiettivo riguarda la progettazione della micro-architettura degli scaffold in modo tale che possa essere conferita agli stessi una idonea resistenza meccanica e si possano modulare i tempi della degradazione. Il progetto è in corso di svolgimento presso i laboratori del Prof. Calafiore a Terni e Perugia in sinergia con il gruppo del Prof. Federico Rossi della Facoltà di Ingegneria.

Foto (archivio) TerniLife ©

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