Il sindacato riconosce i miglioramenti rispetto al 2025, ma considera le difficoltà nell’accesso alle cure un problema strutturale, che si trascina da anni indipendentemente dalle amministrazioni regionali che si sono succedute.
La questione assume un’importanza particolare per i lavoratori dell’edilizia, quotidianamente esposti a sforzi fisici, movimentazione di carichi, polveri, rumore e condizioni climatiche difficili. Patologie muscolo-scheletriche, problemi articolari e malattie professionali richiedono diagnosi tempestive, controlli specialistici e percorsi di cura adeguati.
«Ritardare una visita significa rischiare di aggravare una patologia, prolungare un’assenza dal lavoro o costringere una persona a continuare a lavorare convivendo con un problema di salute», afferma Panfili. Per la FENEALUIL, la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali non si esaurisce nei cantieri, ma passa anche attraverso una sanità pubblica efficiente e accessibile.
Da qui la richiesta alla Regione di rafforzare la sanità territoriale, ridurre i tempi di attesa e garantire percorsi diagnostici tempestivi, con particolare attenzione alle patologie legate alle attività lavorative.
«Non possiamo accettare una sanità a due velocità, dove chi può permetterselo paga privatamente e chi non può è costretto ad aspettare. La tutela della salute è parte integrante della sicurezza sul lavoro e della dignità dei lavoratori. Garantire cure tempestive significa proteggere le persone, le loro famiglie e il loro futuro», conclude il segretario generale della FENEALUIL Umbria.







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