CNA Umbria lancia l’allarme sul futuro dell’autotrasporto, alle prese con l’aumento dei prezzi dei carburanti. Secondo Marcello Volpi e Marina Gasparri, rispettivamente presidente e responsabile di CNA Umbria Trasporti, senza un nuovo intervento del Governo il settore rischia di fermarsi nei prossimi mesi per la mancanza di liquidità.
“Apprezziamo lo sforzo compiuto dal governo con il taglio delle accise e con la misura del credito d’imposta – afferma Volpi – ma questi provvedimenti non basteranno a salvare il comparto”. Secondo CNA, il credito d’imposta del 70% sui maggiori costi del carburante sostenuti tra marzo e agosto potrebbe essere insufficiente rispetto alle richieste e non sarebbe comunque fruibile in tempi brevi. Inoltre, le imprese con mezzi di portata inferiore alle 7,5 tonnellate sono escluse dalla misura.
Gasparri parla di una situazione “a un punto di rottura”. La clausola fuel per adeguare le tariffe al costo del gasolio, sostiene CNA, copre solo una parte degli aumenti e interviene su tariffe considerate già troppo basse. In Umbria sono oltre 1.200 le imprese del settore interessate.
CNA ha presentato al Governo una piattaforma in sei punti, chiedendo risorse straordinarie per la liquidità, l’applicazione vincolante del fuel surcharge, la semplificazione e lo sblocco dei crediti d’imposta, l’aggiornamento dei valori di riferimento, interventi in sede europea su Iva e accise e un piano nazionale per la sicurezza delle aree di sosta, anche alla luce dei furti di gasolio.
Secondo l’associazione, senza interventi migliaia di piccole e medie imprese rischiano di non arrivare alla fine dell’anno.







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