Si è chiusa ieri, 13 settembre, ad Assisi, con il concerto di Giovanni Allevi e dell’Orchestra Sinfonica Italiana, la decima edizione di Suoni Controvento, il festival estivo di arti performative promosso da Aucma, Associazione umbra della canzone e della musica d’autore. L’evento, realizzato in collaborazione con Il Cortile di Francesco, si è svolto sul Sagrato della Basilica Superiore di San Francesco e ha rappresentato il momento conclusivo di un’edizione che ha attraversato l’Umbria da luglio a settembre.
Nel 2026 il festival ha coinvolto 26 comuni umbri, da Acquasparta ad Assisi, da Gubbio a Perugia, passando per Norcia, Spoleto, Terni, Trevi e numerosi altri centri. Un percorso che conferma l’evoluzione di Suoni Controvento, nato dieci anni fa nei borghi del Monte Cucco e progressivamente cresciuto fino ad abbracciare l’intero territorio regionale, mantenendo al centro il rapporto tra arti performative e luoghi.
La natura, i borghi, i siti storici e archeologici e gli spazi meno convenzionali sono diventati parte integrante degli appuntamenti. Alla musica, con artisti di generi e generazioni differenti, si sono affiancati teatro, letteratura, incontri, trekking, escursioni in bicicletta e le passeggiate di “Libri in cammino”. L’obiettivo è stato quello di portare il pubblico non solo ad assistere agli spettacoli, ma a conoscere e vivere i territori che li hanno ospitati.
Tra gli elementi caratterizzanti anche la sostenibilità. Il festival ha utilizzato strutture leggere e non invasive, avviato un percorso di misurazione della carbon footprint e sviluppato azioni con i partner per ridurre l’impatto della manifestazione. Suoni Controvento ha inoltre ottenuto l’International Standard ISO 20121, dedicato ai sistemi di gestione sostenibile degli eventi.
Fondamentale, nella costruzione dell’edizione, il lavoro della rete composta da organizzatori, amministrazioni comunali, associazioni, operatori e volontari. Una collaborazione che ha permesso al festival di radicarsi in territori diversi mantenendo una visione comune.
Il decimo anniversario è stato raccontato anche attraverso la mostra fotografica “Oltre il Palco. Chi. Come. Suoni Controvento”, realizzata da Emanuele Pontani e Federico Ventriglia e ospitata all’Ex Chiesa della Misericordia di Perugia. Il progetto ha concentrato l’attenzione su tecnici, volontari, operatori e su tutto il lavoro che si svolge dietro le quinte, offrendo una testimonianza del contributo collettivo alla manifestazione.
«Se questa decima edizione fosse l’ultima di Suoni Controvento potrei dire di essere stato parte di una delle più belle storie di politica culturale della regione Umbria», ha sottolineato Gianluca Liberali, ricordando i dieci anni di scoperta dei territori e delle comunità umbre e il lavoro della squadra che ha reso possibile il festival.
Lucia Fiumi ha invece evidenziato la crescita della manifestazione e la partecipazione del pubblico, definita «molto alta», sottolineando il contributo di amministrazioni, associazioni, operatori, volontari, artisti e organizzatori. «Il nostro obiettivo è continuare a crescere, mantenendo quella capacità di mettere in relazione musica, arti, paesaggio e comunità che è alla base di Suoni Controvento», ha spiegato.
Dopo dieci anni, dunque, Suoni Controvento chiude un’edizione che ha consolidato la propria dimensione regionale, trasformando piazze, borghi, paesaggi e luoghi storici dell’Umbria in un unico palcoscenico diffuso.
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