“Le Organizzazioni sindacali Filcams Cgil Terni e Perugia e Uiltrasporti Umbria denunciano la situazione di forte disagio delle lavoratrici impegnate nei servizi di pulizia degli uffici di Poste Italiane in Umbria, affidati alla società LUX S.r.l.
Le lavoratrici, in gran parte con contratto part-time e salari bassi, sono costrette a spostarsi quotidianamente tra diverse sedi, talvolta distanti e difficilmente raggiungibili con i mezzi pubblici, utilizzando le proprie autovetture.
Attualmente Lux riconosce un rimborso di 0,21 euro per chilometro, una cifra che, alla luce dell’aumento del costo del carburante, delle spese di manutenzione e dell’usura dei veicoli, risulta sempre meno adeguata e finisce per incidere pesantemente sul reddito delle lavoratrici.
Le Organizzazioni sindacali hanno più volte posto la questione a Lux, chiedendo un adeguamento del rimborso. La società ha dichiarato di non essere nelle condizioni economiche di sostenere ulteriori costi.
Di fronte a questa risposta, le Filcams Cgil e Uiltrasporti si sono rivolte a Poste Italiane, in qualità di committente, chiedendo di conoscere le condizioni dell’appalto e sollecitando un intervento concreto sulla questione.
Poste Italiane, tuttavia, non ha dato alcuna risposta alle richieste dei sindacati.
È questo il punto che denunciamo con forza: da una parte Lux dichiara di non poter sostenere un aumento del rimborso, dall’altra Poste Italiane, nonostante sia stata formalmente interpellata, sceglie il silenzio. Nel frattempo, a pagare sono le lavoratrici.
Non chiediamo privilegi, ma dignità e condizioni di lavoro sostenibili. Chi garantisce quotidianamente la pulizia e il decoro degli uffici postali merita rispetto, indipendentemente dal fatto che sia dipendente diretto o di un’impresa appaltatrice.
Le Filcams Cgil Terni e Perugia e Uiltrasporti Umbria chiedono pertanto a Lux S.r.l. e Poste Italiane di assumersi le proprie responsabilità e di aprire immediatamente un confronto per trovare una soluzione al problema del rimborso chilometrico.
Il costo dell’appalto non può essere scaricato sulle lavoratrici. Il silenzio di Poste Italiane non è più accettabile. Il lavoro deve garantire dignità, anche quando è in appalto”.







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