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“Nuovo ospedale di Terni: dopo anni di annunci, finalmente un percorso concreto e trasparente”. Nota dell’assessore De Rebotti

“Dopo anni di annunci, rinvii e soluzioni date per certe senza un vero confronto, sul nuovo ospedale di Terni esiste finalmente un percorso concreto, documentato e trasparente”. A parlare così è l’assessore all’Edilizia sanitaria Francesco De Rebotti che risponde all’assessore comunale di Terni Sergio Anibaldi il quale sostiene di “smontare” il Docfap regionale.
“In realtà – prosegue De Rebotti – quelle dichiarazioni mettono soprattutto in evidenza una differenza politica e amministrativa molto netta: per il Comune di Terni sembra esistere una sola soluzione, individuata in partenza; la Regione ha invece scelto di confrontare tutte le alternative realisticamente praticabili prima di assumere una decisione definitiva.
Per la prima volta la città dispone di una lettura organica e verificabile di ciò che il nuovo ospedale dovrà essere, contenere e garantire. Il Docfap è un documento completo: analizza otto alternative e le confronta attraverso criteri sanitari, funzionali, economici, realizzativi, territoriali e ambientali. È su questi elementi che dovrebbe svilupparsi un confronto serio. Non su slogan, giudizi sommari o ricostruzioni parziali”.
“La Regione – continua l’assessore De Rebotti – non ha scelto definitivamente Sabbione e non ha escluso Colle Obito. La delibera di Giunta regionale n. 864 del 31 luglio 2026 prende atto della valutazione tecnica ed esprime l’indirizzo di sottoporre al dibattito pubblico le tre alternative meglio classificate: Sabbione, Campitello e Colle Obito. La stessa deliberazione rinvia all’esito di quel percorso l’approvazione definitiva del Docfap e gli indirizzi per la successiva progettazione.
Sabbione rappresenta oggi l’ipotesi che, sulla base dei parametri tecnici adottati, presenta le migliori condizioni complessive. È una proposta da discutere, non un verdetto imposto alla città”.
Per l’assessore regionale “anche la ricostruzione secondo cui il Docfap sarebbe stato predisposto in uno o due giorni non corrisponde al percorso effettivamente svolto. Il documento è il risultato di un’attività avviata nel 2023, sviluppata attraverso successivi approfondimenti, integrata con lo studio delle possibili localizzazioni svolto nel 2025 e completata alla luce del quadro esigenziale 2026.
Il quadro esigenziale non individua il luogo in cui costruire l’ospedale. Definisce i fabbisogni sanitari, organizzativi e prestazionali che ciascuna alternativa deve essere in grado di soddisfare. Utilizzare la data della sua formale approvazione per cancellare anni di istruttoria, analisi e valutazioni significa confondere volutamente il completamento del procedimento con il suo intero sviluppo”.
“La differenza di metodo è evidente. Il Comune – aggiunge De Rebotti – continua a sostenere una sola localizzazione, senza un confronto omogeneo con le altre ipotesi e senza una valutazione comparativa complessiva di costi, tempi, vincoli, accessibilità, sostenibilità e possibilità di sviluppo. La Regione ha scelto il metodo opposto: valutare tutte le soluzioni praticabili, renderne pubblici vantaggi e criticità e coinvolgere la comunità ternana, affinché la decisione finale possa garantire la migliore soluzione per la città di Terni e per il suo territorio.
“È inoltre singolare che, da una parte, si accusi la Regione di avere già deciso per Sabbione e, dall’altra, di non avere deciso nulla. Le due contestazioni si contraddicono. La verità – è sempre De Rebotti a parlare – è che la Regione ha assunto una decisione precisa sul metodo: costruire la scelta finale attraverso un’istruttoria tecnica completa e un dibattito pubblico effettivo.
Negli anni precedenti si sono susseguiti indirizzi, annunci e proposte che non hanno condotto a una soluzione concretamente attuabile. Il vero ritardo non è il tempo necessario per confrontare seriamente le alternative; sono gli anni trascorsi senza una strategia capace di trasformare le dichiarazioni in un percorso decisionale.
Con questa amministrazione regionale, per la prima volta, Terni vede qualcosa di concreto: otto alternative analizzate, una graduatoria tecnica, tre soluzioni aperte al confronto e una procedura chiaramente definita.
Non è neppure serio pretendere che modello realizzativo e quadro finanziario siano definitivamente cristallizzati prima di avere individuato l’alternativa da sviluppare. Localizzazione, costi, tempi e modalità attuative sono strettamente collegati. Prima si individua la soluzione migliore; poi si struttura su quella scelta il percorso progettuale, realizzativo e finanziario”.
“Il Docfap – conclude l’assessore regionale – troverà la propria definitiva approvazione all’esito del dibattito pubblico. Prima si confrontano le soluzioni e si ascolta la città; poi si decide.
Un’opera da oltre mezzo miliardo di euro non si realizza con un annuncio o indicando un’area sulla carta. Si realizza costruendo atti, responsabilità, risorse e consenso intorno a una soluzione realmente sostenibile e concretamente realizzabile”.

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