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Uil Artigianato Umbria, Siniscalchi: “La bilateralità artigiana è un presidio sociale ed economico per il territorio umbro”

In Umbria il sistema dell’artigianato continua a rappresentare una componente fondamentale del tessuto produttivo regionale. I dati aggiornati dei flussi INPS collegati alla bilateralità artigiana fotografano una platea di 4.575 aziende aderenti e 21.462 lavoratrici e lavoratori coinvolti nel sistema.

Un sistema diffuso che interessa comparti strategici dell’economia regionale come la meccanica, la trasformazione agroalimentare, il tessile, il legno-arredo, i servizi alla persona, i parrucchieri e gli estetisti, oltre ad una vasta rete di piccole e piccolissime imprese artigiane che rappresentano un presidio sociale ed economico capillare in tutto il territorio regionale.

Nelle città come nei piccoli comuni umbri, infatti, l’artigianato continua a garantire servizi essenziali e prossimità sociale: ovunque c’è una panetteria artigianale, un parrucchiere, un carrozziere, un laboratorio o una piccola impresa che mantiene vivo il tessuto economico e relazionale delle comunità locali.

All’interno di questo sistema, FSBA rappresenta lo strumento attraverso il quale vengono erogati gli ammortizzatori sociali alle lavoratrici e ai lavoratori dipendenti delle imprese artigiane nelle fasi di difficoltà produttiva, consentendo alle aziende di affrontare momenti complessi salvaguardando occupazione e competenze professionali.

Nel corso dell’ultimo anno centinaia di imprese umbre e migliaia di lavoratrici e lavoratori hanno usufruito delle prestazioni di sostegno al reddito garantite dal Fondo, confermando il ruolo anticiclico e di tenuta sociale svolto dalla bilateralità artigiana anche dentro una fase economica ancora segnata da rallentamenti produttivi e trasformazioni dei mercati.

“FSBA non è soltanto un ammortizzatore sociale – dichiara Giuseppe Siniscalchi, Coordinatore UIL Artigianato Umbria – ma un elemento di coesione sociale e produttiva che negli anni ha accompagnato imprese e lavoratori dentro le trasformazioni economiche e le difficoltà dei mercati”.

Secondo la UIL Artigianato Umbria, proprio la struttura territoriale della bilateralità rappresenta uno degli elementi più avanzati del modello artigiano italiano. A differenza di altri strumenti impersonali, infatti, il funzionamento del Fondo passa attraverso relazioni sindacali diffuse nei territori e procedure condivise fra organizzazioni datoriali e sindacali.

“Dietro ogni richiesta di ammortizzatore sociale – prosegue Siniscalchi – non c’è soltanto una pratica amministrativa. C’è un confronto, c’è una verifica delle condizioni aziendali, c’è spesso un incontro diretto fra lavoratori, imprese e organizzazioni sindacali. È anche così che si costruisce rappresentanza”.

In Umbria la bilateralità artigiana trova il proprio punto di riferimento nell’Ente Bilaterale Regionale Artigianato Umbro – EBRAU – che attraverso il sistema di welfare contrattuale garantisce prestazioni e strumenti concreti a favore delle imprese e delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti del comparto.

Tra gli interventi previsti figurano, ad esempio, contributi per la genitorialità e la natalità, sostegni per la formazione professionale e strumenti di supporto alle imprese nei percorsi di innovazione e qualificazione.

Accanto a FSBA ed EBRAU operano inoltre SanArti, il fondo sanitario integrativo dell’artigianato, e Fondartigianato, strumento fondamentale per la formazione continua e la qualificazione professionale.

Particolarmente strategico risulta oggi il ruolo di SanArti, che opera soprattutto sul terreno della prevenzione sanitaria e della facilitazione dell’accesso alle prestazioni sanitarie integrative, in una fase nella quale anche il sistema sanitario pubblico umbro registra difficoltà, liste d’attesa e crescenti bisogni assistenziali delle persone.

“L’esperienza della bilateralità artigiana – aggiunge Siniscalchi – dimostra che quando le parti sociali gestiscono direttamente strumenti concreti a favore del lavoro e delle imprese si produce un valore aggiunto reale: a fronte di contributi contenuti si garantiscono prestazioni, si rafforza il rapporto con il territorio e si costruisce una rete di tutela sociale concreta”.

Per la UIL Artigianato Umbria occorre ora consolidare ulteriormente il sistema, rafforzando la piena adesione delle imprese alla bilateralità e investendo sulla qualità del lavoro, sulla formazione e sulla tenuta occupazionale.

“La bilateralità artigiana – conclude Siniscalchi – è una delle esperienze più avanzate delle relazioni industriali italiane. Va difesa, valorizzata e fatta conoscere sempre di più, perché rappresenta un patrimonio non soltanto per il sindacato e per le imprese, ma per l’intero sistema economico e sociale del Paese”.

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