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Terni: arresto della Guardia di Finanza, droga e materiali per lo spaccio in un’operazione sul territorio

Un’operazione mirata di controllo economico del territorio ha portato la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Terni a un arresto e a numerose segnalazioni per uso personale di sostanze stupefacenti.

L’intervento è scattato nella serata di sabato 16 maggio, quando i militari del Gruppo di Terni, con il supporto delle unità cinofile, hanno intensificato i controlli su diverse autovetture in transito. L’attività si è inserita in un più ampio dispositivo di prevenzione e contrasto ai traffici illeciti sul territorio.

Durante le verifiche, è stata fermata un’auto di piccola cilindrata proveniente da Roma. L’atteggiamento particolarmente nervoso del conducente ha spinto i finanzieri ad approfondire il controllo: il fiuto dei cani antidroga ha subito individuato la presenza di sostanze stupefacenti all’interno del veicolo, portando al rinvenimento di due bustine contenenti cocaina e una miscela di ketamina.

Il giovane, un cittadino italiano di 25 anni residente a Roma, è stato quindi sottoposto a perquisizione domiciliare, autorizzata dalle Procure della Repubblica di Terni e Roma. L’operazione ha consentito di sequestrare circa 200 grammi di hashish, un bilancino di precisione e diverse centinaia di euro in contanti, ritenuti compatibili con l’attività di spaccio.

Nel corso dell’ulteriore perquisizione sono emerse anche piccole quantità di numerose sostanze stupefacenti, tra cui marijuana, cocaina, MDMA, LSD su supporti cartacei, pasticche di ecstasy, ketamina e altri composti sintetici, oltre a semi di cannabis.

Complessivamente, oltre all’arresto del 25enne, sono state segnalate sette persone alle Prefetture di Terni e Roma per detenzione di droga a uso personale.

La Guardia di Finanza sottolinea come l’operazione rientri nell’attività costante di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti e al controllo del territorio, con particolare attenzione ai flussi provenienti dalle grandi aree urbane verso le province limitrofe.

Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: la responsabilità dell’indagato sarà accertata solo in caso di sentenza definitiva di condanna.

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