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Aeroporto San Francesco d’Assisi, record e crescita: i sindacati chiedono stabilità e internalizzazioni

L’aeroporto “San Francesco d’Assisi” continua a crescere e a registrare numeri record, confermandosi un’infrastruttura strategica per l’Umbria in vista della Summer 2026. Ma accanto ai dati positivi sul traffico passeggeri, Filt-Cgil e Uiltrasporti Umbria accendono i riflettori sulle condizioni del lavoro nello scalo, chiedendo un cambio di passo su stabilizzazioni e internalizzazioni.

Secondo le due organizzazioni sindacali, il successo dello scalo non può essere misurato solo in termini di voli e passeggeri, ma anche nella qualità dell’occupazione generata. L’aumento dei flussi atteso per la stagione estiva, infatti, impone – sottolineano – una gestione più strutturata e meno basata su soluzioni temporanee.

Le sigle chiedono alla Regione Umbria e alla società di gestione Sase un piano straordinario che preveda la trasformazione dei contratti precari in rapporti a tempo indeterminato, valorizzando l’esperienza e la professionalità maturata dal personale.

Tra le richieste principali anche l’avvio di un percorso di internalizzazione dei servizi di handling e security, attraverso procedure selettive pubbliche e basate su criteri di merito, con l’obiettivo di ridurre il ricorso agli appalti e garantire maggiore stabilità organizzativa.

I sindacati insistono inoltre sulla necessità di investimenti in formazione continua, sicurezza e miglioramento delle condizioni di lavoro, in linea con la crescita dei volumi di traffico.

“Non possiamo permettere che lo scalo diventi una fabbrica di precariato proprio nel momento del suo massimo sviluppo”, dichiarano Filt-Cgil e Uiltrasporti Umbria, chiedendo l’apertura di un tavolo permanente con istituzioni e gestione aeroportuale.

L’obiettivo, concludono le organizzazioni, è fare della Summer 2026 non solo una stagione da record, ma anche l’inizio di una nuova fase per i diritti e la stabilità dei lavoratori aeroportuali.

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