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Umbria, crescono le assunzioni ma resta bassa la qualità del lavoro

Crescono le assunzioni in Umbria, ma non crescono allo stesso ritmo le professionalità richieste. Secondo il bollettino Excelsior Informa di aprile 2026, curato da Unioncamere e Ministero del Lavoro, le imprese umbre prevedono 5.960 entrate nel solo mese di aprile e 19.500 nel trimestre aprile-giugno, con un incremento rispettivamente del 2,1% e del 6,8% rispetto al 2025.

Il dato positivo, però, va letto con attenzione: solo l’8% delle assunzioni riguarda laureati, mentre appena il 12% è destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, sotto la media nazionale del 14%. Un segnale che il mercato del lavoro regionale cresce in quantità, ma non ancora in qualità.

“L’Umbria si muove, e questa è una buona notizia – commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria – Ma non basta contare le assunzioni: serve aumentarne il valore. Se cresce il lavoro ma non crescono competenze alte, innovazione e profili specializzati, si corre senza avanzare davvero. La sfida è alzare il livello del lavoro creato”.

Il report Excelsior evidenzia come la maggior parte delle assunzioni previste sia concentrata nei servizi (60%) e nelle piccole imprese con meno di 50 dipendenti (74%). Solo il 22% dei contratti sarà stabile, mentre il restante 78% sarà a termine o con forme contrattuali a durata definita. Nel 51% dei casi le imprese prevedono difficoltà nel reperire i profili desiderati, mentre il 31% delle entrate riguarderà giovani under 30 e il 25% personale immigrato.

A livello settoriale, rispetto ad aprile 2025, crescono le assunzioni nel primario (+30) e nei servizi (+180), mentre l’industria perde 80 posti. Nel trimestre aprile-giugno, il saldo è positivo nel primario (+160) e nei servizi (+1.090), stabile nell’industria (-10). Le professioni più richieste restano quelle nei servizi turistici e di alloggio, commercio, costruzioni, assistenza alla persona e attività di supporto alle imprese.

In sintesi, l’Umbria amplia il mercato del lavoro, ma continua a privilegiare segmenti operativi e a bassa specializzazione. Laureati, professioni alte e contratti stabili restano una quota limitata, mentre cresce la difficoltà per le imprese nel trovare personale qualificato.

Il bollettino Excelsior di aprile 2026 offre quindi un quadro chiaro: il motore occupazionale umbro è acceso, ma gira ancora con un rapporto troppo basso tra quantità e qualità. La vera sfida per la regione sarà riuscire a crescere non solo numericamente, ma anche in competenze, innovazione e capacità di attrarre e trattenere giovani qualificati.


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