Il trasporto ferroviario tra Terni e Roma è ormai al collasso, denunciato con forza dal Comitato Spontaneo “Vita da Pendolari in Umbria”. Secondo il comunicato, il disservizio non è più episodico, ma si configura come un vero e proprio disastro economico e sociale, aggravato negli anni dall’inerzia di Trenitalia, RFI e del Governo.
Tra i principali problemi segnalati: numerose tratte Roma–Terni spostate sulla linea lenta con tempi di percorrenza maggiorati di oltre 30 minuti, treni relegati a binari secondari, priorità costante all’Alta Velocità e ritardi frequenti che rendono impossibile rispettare gli orari contrattuali. Il risultato è un servizio imprevedibile e indegno, che penalizza pendolari, studenti e lavoratori.
A peggiorare la situazione, l’AGCM ha autorizzato 18 nuove tracce orarie al colosso francese SNCF, senza considerare l’impatto sul trasporto pubblico. Il Comitato critica la scelta, chiedendo che eventuali nuove tracce vengano sottratte all’Alta Velocità, non ai regionali, per non aumentare ulteriormente la saturazione della rete.
Apprezzata invece la posizione dell’Assessore Francesco De Rebotti, che ha sospeso il rinnovo dell’Accordo Quadro con Trenitalia, chiedendo garanzie concrete. Il Comitato sollecita ora una presa di posizione forte anche dalle Regioni Lazio, Toscana e Marche, affinché agiscano con unità per evitare ulteriori isolamento dei territori e danni alle economie locali.
“Non è più tempo di osservare: la posta in gioco è il futuro economico, sociale e politico delle nostre comunità”, conclude il comunicato. I pendolari umbri chiedono soluzioni immediate, un intervento coordinato e la fine dei silenzi, perché una vita da pendolare dignitosa non può più aspettare.
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