“Riteniamo sbagliato non aver preso in considerazione gli utili di alcune municipalizzate (redistribuiti tra i soci) per poter fare un’operazione che andasse incontro ai problemi reali e quotidiani dei cittadini. Ne è un esempio la tariffa Tari del Comune di Terni, su cui non solo non si è lavorato in questa direzione, ma che al contrario è stata addirittura aumentata, così come apprendiamo da notizie di questi giorni e dalle ultime fatture arrivate ai cittadini”. È quanto affermano la Cgil e Federconsumatori di Terni in merito alla questione dei rincari della Tari ai cittadini ternani. “Riteniamo – proseguono la Camera del lavoro e l’associazione dei consumatori – che lo stesso Comune di Terni, rispetto agli annunci che periodicamente esterna, non sia coerente con le azioni che mette in campo e che dovrebbero avere l’obiettivo di mitigare quanto si sta determinando quotidianamente sulle tasche dei cittadini ternani. Continueremo a denunciare quanto sta succedendo, a dare voce ai problemi dei cittadini che rappresentiamo e a portare avanti le nostre proposte, conosciute da tempo, per chiedere di compiere scelte politiche e amministrative diverse da quanto è stato fatto sino a oggi”.
Considerazioni che arrivano anche alla luce del difficile contesto socio-economico attuale: “La crisi che insiste nel territorio ternano, più volte in completa solitudine denunciata – spiegano la Cgil e Federconsumatori di Terni –, ancora oggi non sta trovando risposte da parte della politica, delle istituzioni locali e nazionali relativamente a scelte precise che invertano i segnali negativi che ancora si registrano sul versante lavorativo, sociale ed economico. L’accelerazione degli ultimi mesi, dovuta al precipitare dello scenario globale, ha accentuato le difficoltà già presenti in questo territorio relative alla perdita del potere di acquisto di salari e pensioni”. “A Terni – specificano la Camera del lavoro e Federconsumatori – l’aumento dell’inflazione, secondo i dati forniti recentemente dalla commissione prezzi del Comune, è più alto della media nazionale e sta generando un evidente difficoltà per le famiglie che sono costrette a fare i conti con il caro vita. L’aumento dei costi energetici, delle bollette e del carburante, sta gravando significativamente sui bilanci famigliari con evidenti difficoltà per arrivare alla fine mese. L’aumento del carrello della spesa, insieme alla perdita di potere di acquisto dei salari e delle pensioni, sta determinando in modo evidente nuove forme di povertà e nuove fragilità che non possono essere sottaciute”.







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