Fino a 170 chilometri tra andata e ritorno per un accertamento sanitario e una giornata di servizio che rischia di andare persa. È la situazione denunciata da UNARMA, l’Associazione Sindacale Carabinieri, che chiede di estendere al territorio ternano le prestazioni sanitarie per il personale dell’Arma attualmente indirizzato verso strutture di Perugia e dintorni.
La Segreteria regionale Umbria ha inviato una nota formale al Comando della Legione Carabinieri “Umbria” e al Comando Generale dell’Arma per chiedere di ampliare la rete dei fornitori sanitari, includendo laboratori di analisi e centri diagnostici della provincia di Terni. Secondo quanto riferito dal sindacato, tra le strutture esterne utilizzate dalla Legione non figurerebbero attualmente centri con sede nel Ternano.
Il problema riguarda i militari in servizio a Terni, Narni e Amelia, che per esami diagnostici, analisi e visite specialistiche non eseguibili direttamente dall’Infermeria della Legione devono raggiungere il Perugino. Una trasferta che, sottolinea UNARMA, comporta costi per l’Amministrazione e sottrae personale al servizio sul territorio, soprattutto quando è necessario l’impiego di un collega alla guida.
La proposta: una soluzione a costo zero
Per il sindacato, la soluzione sarebbe semplice e non richiederebbe una riforma del sistema. Basterebbe affiancare ai fornitori già utilizzati nell’area perugina un laboratorio e un centro diagnostico a Terni, valutando anche accordi con l’Azienda ospedaliera Santa Maria e la USL Umbria 2.
UNARMA ricorda che gli affidamenti per le prestazioni sanitarie vengono effettuati attraverso procedure dirette e che, negli anni, i fornitori sono già cambiati più volte. L’organizzazione sindacale evidenzia inoltre che la Legione si rivolge già a imprese della provincia di Terni per altri servizi, tra cui quelli relativi ai mezzi e al poligono.
Il confronto con le altre amministrazioni
A sostegno della richiesta, il sindacato richiama le soluzioni adottate da altre amministrazioni. La Polizia di Stato può contare sugli uffici sanitari delle Questure e su convenzioni con strutture ospedaliere del territorio, mentre i Vigili del Fuoco dispongono di un medico per ogni Comando provinciale. Viene citato anche il caso della Legione Carabinieri Friuli Venezia Giulia, che ha stipulato una convenzione con le aziende sanitarie di Trieste e Gorizia.
Nella nota, UNARMA chiede l’inserimento di strutture ternane nei prossimi affidamenti, visite periodiche del medico competente direttamente al Comando provinciale di Terni, la comunicazione dei dati sugli affidamenti in corso e un incontro con i sindacati militari.
«Un carabiniere che passa la giornata in macchina per un controllo medico è un carabiniere in meno sul territorio», dichiara Eugenio Gallo, vice segretario regionale di UNARMA Umbria. «Terni ha un’azienda ospedaliera e strutture private di qualità: chiediamo solo di usarle. È una scelta di buon senso, che tutela la salute dei colleghi, fa risparmiare l’Amministrazione e rafforza la sicurezza dei cittadini. Siamo pronti a collaborare per una soluzione rapida».







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