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Cesi e Carsulae: un legame che valorizza il territorio ternano

Cesi si conferma porta privilegiata di accesso a uno dei siti archeologici più importanti del Centro Italia: Carsulae. Un collegamento strategico che rafforza il ruolo del borgo come punto di riferimento per la valorizzazione culturale e turistica dell’intero territorio ternano. L’area archeologica di Carsulae rappresenta infatti un patrimonio di straordinaria rilevanza storica, legato alla presenza dell’antica città romana sviluppatasi lungo la Via Flaminia. Un luogo unico, dove è ancora possibile passeggiare tra i resti perfettamente leggibili di un centro urbano romano, elemento che la rende fondamentale per lo studio della civiltà antica e del territorio.
 La direttrice dell’area archeologica di Carsulae, Silvia Casciarri, sottolinea come siano in corso importanti progetti di valorizzazione. «Sono in programma diversi interventi che riguardano in particolare la Domus dei mosaici, all’interno dell’area del centro visita. Il progetto, che supera i 2 milioni di euro di finanziamento, vede la collaborazione del Ministero della Cultura, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni (Carit) e del Comune di Terni». Casciarri evidenzia inoltre che gli interventi prevedono la realizzazione di una copertura dei mosaici, che consentirà di renderli pienamente accessibili al pubblico, insieme a un completo riallestimento del centro visita, con nuovi pannelli aggiornati e l’esposizione di ulteriori reperti. Negli ultimi anni, le attività di scavo hanno restituito risultati di grande rilievo. La direttrice spiega che sono riemersi diversi settori della Domus, tra cui un’area termale privata e ulteriori ambienti residenziali caratterizzati da mosaici ben conservati, oltre al ninfeo situato nel livello sottostante.
 Anche l’archeologo Massimiliano Gasperini ripercorre il lungo lavoro di ricerca condotto sul sito: «Sono ormai 15 anni che conduciamo indagini a Carsulae. Lo scorso anno ci siamo concentrati su un settore specifico della Domus, dove ipotizzavamo la presenza dell’area termale. Le ricerche hanno confermato questa ipotesi, permettendoci di individuare i forni e gli ambienti principali del complesso termale privato di quella che è una Domus di dimensioni straordinarie, oggi superiore ai 4mila metri quadrati». Gli studi, aggiunge Gasperini, suggeriscono che si tratti molto probabilmente di una proprietà di carattere imperiale. Per il futuro, le attività proseguiranno sia nella Domus, con l’obiettivo di completare le indagini, sia nell’area del Foro, dove sono già emersi tre edifici pubblici.
 Il legame tra Carsulae e Cesi si rafforza anche attraverso il progetto “Cesi Porta dell’Umbria”, all’interno del quale si inseriscono iniziative di alta formazione. L’archeologo spiega infatti che è stata avviata una Summer School dedicata a studenti di archeologia provenienti da diverse università italiane e internazionali. Le attività didattiche si svolgono proprio a Cesi, dove gli studenti risiedono e utilizzano spazi dedicati per approfondire discipline come la geofisica, le tecniche di rilievo e la metodologia dello scavo archeologico.
Le attività di ricerca e scavo sono sostenute dalla Fondazione Carit, che continua a rappresentare un partner fondamentale per lo sviluppo del sito. Per l’anno in corso è prevista una nuova edizione della Summer School, per la quale sono già in fase di raccolta le adesioni, con partecipanti attesi non solo dall’Italia ma anche dall’Australia.
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