Il Tribunale fallimentare di Terni si è pronunciato in merito alla questione della Ternana Calcio. La sentenza certifica lo stato di insolvenza della società al termine del procedimento avviato nei giorni scorsi. In pratica il collegio ha rilevato una situazione patrimoniale fortemente compromessa, con debiti rilevanti e perdite consistenti che porta all’impossibilità per il club di far fronte alle proprie obbligazioni. Nel giudicare gli asset del club il Tribunale ha ritenuto fondamentale il ruolo del titolo sportivo, motivo per il quale è stata disposto il cosiddetto “esercizio provvisorio” con cui concludere la stagione e portato avanti per i prossimi tre mesi. La Ternana quindi proseguirà ad operare fino a fine stagione e, di conseguenza, andrà avanti nel campionato di Serie C 2025/2026 e lo porterà a conclusione pur nel contesto di una procedura fallimentare. L’esercizio provvisorio servirà a far emergere eventuali manifestazioni di interesse per l’acquisizione della società. Ovviamente il tutto pulito dai debiti e comprensivo di affiliazione e titolo sportivo che permetterà al club di ripartire ancora fra i professionisti anche se con penalizzazione.
Questo un estratto del testo della sentenza emessa dal Tribunale fallimentare di Terni: “L’esercizio provvisorio deve intendersi limitato all’ordinaria amministrazione e ai rapporti contrattuali già in essere, per la cui esecuzione i curatori potranno avvalersi anche della collaborazione del personale in forza, sicché la stipulazione di nuovi contratti e ogni atto di straordinaria amministrazione dovrà essere autorizzato dal giudice delegato e dal comitato dei creditori (ove costituito); i curatori contabilizzeranno le operazioni commerciali e di gestione dell’esercizio provvisorio in modo separato; i curatori, ogni venti giorni, depositeranno nel fascicolo telematico un rendiconto dell’attività svolta, allegando la documentazione contabile relativa al periodo di esercizio provvisorio; i curatori informeranno senza indugio il giudice delegato e il comitato dei creditori (ove costituito) di circostanze sopravvenute che possano influire sulla prosecuzione dell’esercizio provvisorio; i contratti pendenti proseguiranno, salvo che i curatori decidano di sospenderne l’esecuzione o di sciogliersi, per cui i crediti maturati in pendenza di esercizio provvisorio sono sempre pre-deducibili”.







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