TERNANA, LONGARINI CONTRO ACRI E LARINI: “ECCO LA MIA VERITÀ”

Inizia con “Cari Tifosi, cari Ternani” la lettera aperta (LEGGI LA LETTERA) del presidente della Ternana Calcio, Simone Longarini che spiega gli ultimi 40 giorni, da quando c’è stata la nomina del nuovo staff tecnico. Tra i punti messi in risalto e che hanno portato alla decisione ultima (leggi), il non rispetto delle gerarchie e delle regole. In particolare parla di Acri e Larini.

“Tenere sempre a mente il budget, la nostra filosofia e le nostre regole. La scala gerarchica di questa società (su cui qualcuno ultimamente si è divertito a fare lo spiritoso) è semplice e lineare: vi è un AD a cui fa capo e risponde la verticale finanziaria ed organizzativa ed un DG a cui fa capo e risponde la verticale sportiva.
 Entrambi sono i referenti ed i responsabili per le verticali che gestiscono, ed entrambi rispondono direttamente a me. Chiunque legga queste righe ed abbia gestito, anche solo per una settimana, una struttura aziendale, sa perfettamente che, a prescindere dalla materia di cui l’azienda si occupa, un’organizzazione gerarchica con compiti chiari e chiare responsabilità è alla base del buon funzionamento della stessa. Se si mette in discussione la società, tutto viene meno. L’unica cosa certa è la proprietà e nessuno deve arrogarsi il diritto di sostituirsi ad essa. Avevo ricevuto grandi promesse circa il rispetto di queste dinamiche, promesse che sono state disattese quasi da subito. Chi non c’è più (vecchi e nuovi) sa bene quali sono le fortissime motivazioni alla base di tali allontanamenti”. Longarini entra nel dettaglio e parla di Guglielmo Acri “che recentemente ha dichiarato di non sapere le ragioni per le quali è stato mandato via, egli invece è perfettamente a conoscenza delle varie problematiche che le sue condotte hanno creato.
 Nel momento in cui, per il bene della società l’AD lo chiama e gli dice di fare una cosa, e lui fa il contrario con l’aggravante dei toni minacciosi ed offensivi e con l’ulteriore aggravante di dare allo spogliatoio indicazioni diametralmente opposte a quelle ricevute, alla società non resta altro da fare che chiudere il rapporto anche in considerazione degli enormi e ridondanti disagi che comportamenti del genere creano nel gruppo per il prosieguo della stagione.
Stesso discorso valeva e vale per chi ha iniziato quest’anno”.

Il presidente prosegue con gli ultimi fatti che riguardano il ds Larini: “C’è chi ha parlato di gerarchia opprimente che impediva di lavorare: l’aver chiuso
 in tre settimane 4 operazioni di mercato in autonomia ed aver messo sotto contratto un corposo staff tecnico in autonomia testimonia, evidentemente, il contrario.
 Il DS ha avuto carta bianca circa la scelta dell’intero staff tecnico, se dopo tre settimane mi dice in riunione che non è più in grado di controllarlo e di gestirlo, posso fare poco altro.
 Affinché un azienda funzioni è fondamentale che tutti abbiano chiari i propri ruoli e rispettino i propri referenti, differentemente si può anche intervenire e risolvere un problema ‘dell’oggi’ ma si avrà la certezza di gettare le basi per l’anarchia ‘del domani’.
 Ho il dovere, sempre, di difendere la società che rappresento, la quale, nelle ultime settimane è stata vittima di attacchi sia a mezzo stampa sia, soprattutto, a taccuini chiusi (cosa ben più grave e vile) da parte di chi, stipendiato dalla stessa società, ha provato a forzare la mano ed a descrivere una condizione di difficoltà nell’esperire le proprie mansioni”.

Foto: (archivio) TerniLife ©

 

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