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Flavio e Gianluca, la città si interroga sulla loro morte. Il dolore di un’intera comunità

Flavio e Gianluca non hanno perso la vita invano. Con il loro sacrificio si è aperto un varco sulla città sommersa e da qui bisogna ripartire. I due adolescenti che nella mattina di ieri, martedì 7 luglio, sono stati ritrovati privi di vita hanno aperto un dibattito su quali strade percorrere per non incappare più in situazioni simili, per non continuare a fare errori. Flavio Presuttari di 16 anni e Gianluca Alonzi Peralta di 15 erano ragazzi come tanti altri che amavano la vita, lo sport e stare con gli amici. Flavio frequentava il liceo classico e da qualche anno aveva smesso di giocare a rugby con il Rugby Terni.

“Questa tragedia ci segna profondamente – si legge in una nota della società. Flavio era un caro ragazzo e lo abbiamo sempre considerato un membro del club. Di tanto in tanto, partecipava ad una cena con i vecchi compagni di squadra o ci faceva visita direttamente al campo. Per questo non abbiamo mai smesso di sperare che decidesse di tornare a giocare. Il rugby ha sempre fatto parte della sua famiglia: il fratello Enrico da giocatore è diventato arbitro, la mamma Silvia presta spesso il servizio come medico in campo durante le partite di campionato, mentre il papà Fabio non mancava mai di portare qualche regalo da consumare insieme in clubhouse. Al di là della retorica, per noi il club è una famiglia. La squadra perde un amico e un compagno, noi perdiamo un figlio”. Gianluca, invece, figlio del quartiere di San Giovanni, era molto vicino alla chiesa: aveva fatto il chierichetto e amava trascorrere le vacanze ai campi estivi. Il pusher molto conosciuto in città, tossicodipendente in cura al Sert, Aldo Maria Romboli, condotto ieri sera al carcere di Sabbione, ha ammesso di aver ceduto il metadone ai ragazzi. Oggi la città si interroga, in silenzio, su quale strada intraprendere, su come accompagnare i nostri figli alla scoperta del mondo, quello buono.

Foto: Fb ©

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