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Alviano è una perla. E non c’è solo il castello… | ‘Paese che vai’

Continua la rubrica settimanale di TerniLife. Si chiama “Paese che vai”. È a cura di Ilaria Alleva e punta a far conoscere, ai ternani e non, i nostri comuni. Bellezze tutte da scoprire, tra architettura, storia, gusto, appuntamenti. “Paese che vai” punta a creare un almanacco, un’agenda, che permetta a tutti di saperne di più dei nostri paesi, di scoprirli prima leggendo e poi visitandoli, in un weekend, in un giorno, per una vacanza lunga o corta, per un pranzo o una cena. Vi consiglieremo cosa visitare e gli eventi irrinunciabili cui è impossibile non partecipare. TerniLife è disponibile a integrazioni e segnalazioni, pronta ad ascoltare tutte le realtà del territorio. Scriveteci! [email protected]

(di Ilaria Alleva) Alviano è oggi sotto i riflettori di ‘Paese che vai’. Scopriamo tutte le sue bellezze.

DOVE SI TROVA – Situato nella parte sud-occidentale dell’Umbria, a 251 m s.l.m., Alviano ospita 1437 abitanti. Dista da Terni circa 40 km ed è famoso per la sua Oasi naturalistica.

QUANDO NASCE – I primi insediamenti risalgono all’epoca romana e anche il nome è probabilmente nato allora, dalla “gens Albia”. L’origine del feudo, invece, risale all’anno 996 d.C., quando il conte Offredo giunto al seguito di Ottone III fece costruire la Rocca di Alviano. Da questo castello prenderanno il nome anche i feudatari di Alviano. Durante il Medioevo nasce lo stretto legame con lo Stato Pontificio, da cui il borgo dipenderà per molto tempo, soprattutto perché tra l’XI e il XII secolo è il beneplacito della Chiesa a consentire alla famiglia Alviano di estendere il proprio dominio in molte zone tra l’Umbria e le Marche, tanto che lo status Alviani divenne il più vasto e potente di tutta l’Umbria sud-occidentale. Nelle lotte tra guelfi e ghibellini, la cittadina si schierò con la guelfa Orvieto. Anche se dipendente dalla camera apostolica e oggetto di diversi signori, Alviano tentò di darsi una struttura comunale autonoma, ma le magistrature erano, nei fatti, prive di poteri politici. In realtà gli unici diritti riconosciuti alla comunità di Alviano in antichità erano quelli dell’uso civico del territorio, ovvero il diritto di seminare e raccogliere, di pascolare e di tagliare la legna. La famiglia Alviano si estinse nel 1654 e il Castello venne acquistato da Donna Olimpia Pamphili Maidalchini, cognata di papa Innocenzo X, i cui discendenti donarono la Rocca al Comune nel 1920. Alviano diventa comune all’interno del Circondario di Terni e del Mandamento di Amelia solo con l’Unità d’Italia, e nel 1927, con le nuove province, fu confermata la sua appartenenza alla giurisdizione ternana.

COSA VEDERE – Come molti borghi nati con questo assetto, Alviano presenta ancora la struttura medievale, rimasta quasi identica nonostante vari rifacimenti edilizi. La parte nuova della città si è infatti sviluppata fuori dalle mura. Il Castello di Alviano è sicuramente una delle principali attrazioni: ricostruito nel XVI secolo presenta una base quadrangolare con imponenti torri a base circolare, un elegante doppio loggiato interno e uno scalone fornito di ampie finestre rinascimentali. Anche il cortile è notevole, con una cappella che contiene degli affreschi considerati come una memoria visiva di Alviano. La particolarità è che il castello resta il cuore pulsante della vita cittadina: al suo interno sono ospitati infatti il Municipio, un centro convegni e il Centro di documentazione audiovisiva sull’Oasi di Alviano. È inoltre sede del Centro studi sui capitani di ventura. I sotterranei non sono da meno: ospitano infatti mostre permanenti di arte moderna e il Museo della Civiltà Contadina (per il patrimonio locale e le tradizioni). Il Castello è sfruttato anche per numerosi eventi didattici e visite guidate. Luoghi di interesse religioso, invece, sono la Chiesa di Santa Maria Assunta all’interno del borgo e (nelle vicinanze del paese) l’eremo francescano di Santa Illuminata, fondato da San Romualdo nell’XI sec., insieme a una grotta di San Francesco. Inoltre c’è la Cappella delle Rondini, che ricorda il miracolo francescano. Per quanto riguarda le peculiarità naturalistiche, il territorio è ricco di calanchi e di antichi depositi di argille e sabbie, resti dell’era in cui il mare lambiva i Monti Amerini. È da queste conformazioni che l’uomo ha ricavato i materiali per le case. Ma l’attrazione più famosa di Alviano è senz’altro l’Oasi naturalistica: a ridosso del lago di Alviano (altro luogo di interesse, anche se artificiale), c’è questa riserva faunistica di ben 900 ettari, gestita dal WWF. Qui è possibile praticare birdwatching dato che gli esemplari di uccelli sono molti e di varie specie. Ma non ci sono solo volatili: la zona è frequentata anche da caprioli, daini, cervi e cinghiali. L’Oasi ospita tutti gli ambienti tipici delle zone umide di acqua dolce, dalla palude al bosco idrofilo, e offre due Sentieri Natura: il primo, circolare, è per le scolaresche, attrezzato per un’occasione didattica; il secondo, consigliato ad appassionati e a fotografi naturalisti, si sviluppa lungo il Tevere e la palude. È possibile usufruire anche di un laboratorio con attrezzature professionali e di un’area pic-nic coperta, per rilassarsi.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI – Nonostante la Proloco organizzi vari appuntamenti diversi di anno in anno, tra i più importanti c’è sicuramente la festa del “Castello in Fiore”, in onore della Madonna del Cardellino e Sant’Eurosia: un paio di giorni a metà maggio ricchi di eventi. A luglio c’è la Festa di Sant’Anna e Sant’Antonio, che si svolge con le stesse modalità della precedente, ma con l’aggiunta della Notte Bianca. Tale festa si inserisce però nel contesto della “Sagra del Cinghiale”, un appuntamento famoso che dura una decina di giorni e che esiste da vent’anni. Anche l’autunno offre numerose occasioni, soprattutto enogastronomiche. A Natale ci sono poi i presepi artigianali, e tra i vari eventi natalizi c’è anche un concorso per i maccheroni dolci. In verità, la proloco è molto attiva e ci sono appuntamenti durante tutto l’anno, e chissà, magari quelli nuovi un giorno diventeranno tradizioni radicate.

Foto: TerniLife ©

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