buffetti
buffetti
LUMINAE
Italia Life
tecno adsl

ROGO THYSSEN KRUPP, PER I GIUDICI GLI IMPUTATI ERANO CONSAPEVOLI

Sono state pubblicate le motivazioni della sentenza nella quale erano stati condannati a nove anni e otto mesi Espenhahn, sei anni e dieci mesi i dirigenti Marco Pucci e Gerald Priegnitz, sette anni e sei mesi il direttore dello stabilimento Daniele Moroni, sette anni e due mesi l’ex direttore dello stabilimento Raffaele Salerno e sei anni e otto mesi il responsabile della sicurezza Cosimo Cafueri.

Le vittime del rogo sono Antonio Schiavone (il primo a morire alle 4 del mattino per le ferite riportate durante l’incidente), Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo, Bruno Santino (spirati lentamente dal 7 al 30 dicembre del 2007 per le gravissime ustioni riportate). Il 13 maggio scorso la Cassazione aveva confermato le pene chiudendo la storia giudiziaria.

“È stata una colpa imponente – riporta il Fatto Quotidiano – scrivono i giudici nelle motivazioni della sentenza, quella commessa dall’ex ad della Thyssen Harald Espenhahn che insieme ad altri cinque manager del gruppo siderurgico ha provocato, per la totale e consapevole mancanza di adeguate misure di sicurezza, il rogo dello stabilimento di Torino nella notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2007 nel morirono sette operai.

Ad avviso della Suprema Corte, quella dell’ex amministratore delegato e degli altri dirigenti, è una colpa imponente tanto per la consapevolezza che gli imputati avevano maturato del tragico evento prima che poi ebbe a realizzarsi, sia per la pluralità e per la reiterazione delle condotte antidoverose riferite a ciascuno di essi che, sinergicamente, avevano confluito nel determinare all’interno dello stabilimento di Torino una situazione di attuale e latente pericolo per la vita e per la integrità fisica dei lavoratori.

I giudici affermano inoltre che quella commessa è stata una colpa imponente anche per la imponente serie di inosservanze a specifiche disposizioni infortunistiche di carattere primario e secondario, non ultima la disposizione del piano di sicurezza che impegnava gli stessi lavoratori in prima battuta a fronteggiare gli inneschi di incendio, dotati di mezzi di spegnimento a breve gittata, ritenuti inadeguati e a evitare di rivolgersi a presidi esterni di pubblico intervento”.

Foto: (archivio) TerniLife ©

 

 

Print Friendly, PDF & Email