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Turismo, l’Umbria corre controcorrente: 4.120 assunzioni e crescita record nel trimestre estivo

L’Umbria sorprende e va in netta controtendenza rispetto al resto d’Italia sul fronte del turismo. Nel trimestre maggio-luglio 2026 le imprese di alloggio, ristorazione e servizi turistici prevedono 4.120 assunzioni, con un incremento di circa 600 unità rispetto allo stesso periodo del 2025 e una crescita del +17%, la più alta a livello nazionale.

Il dato emerge dal rapporto Excelsior di Unioncamere, Ministero del Lavoro e Unione europea, che fotografa invece un’Italia in lieve calo (-1,3%) e un Centro Italia complessivamente in difficoltà, con tutte le principali regioni in flessione: Toscana (-4,4%), Lazio (-4,3%) e Marche (-1,6%).

In questo scenario, l’Umbria si distingue come una delle poche eccezioni virtuose, spinta anche dal traino di Assisi e dal forte richiamo religioso e culturale legato agli 800 anni dalla morte di San Francesco e ai 20 anni dalla morte di Carlo Acutis. Elementi che, secondo gli operatori, stanno contribuendo ad aumentare i flussi e le prospettive occupazionali.

Nel dettaglio, nel solo mese di maggio le assunzioni previste sono 1.320, con un aumento del 23,5% rispetto al 2025, a fronte di un calo generalizzato a livello nazionale.

A livello territoriale è la provincia di Perugia a trainare la crescita, con un +20% e 3.300 avviamenti previsti, mentre il Ternano registra comunque un incremento del +7,8%.

Numeri importanti, che si inseriscono in un quadro già positivo: nel 2025 l’Umbria ha registrato oltre 3 milioni di arrivi e quasi 8 milioni di presenze, con una crescita superiore al 9%.

Ma non mancano le cautele. Il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, invita a leggere i dati con prudenza: una parte delle assunzioni potrebbe infatti derivare da sostituzioni di personale in uscita dal settore, soprattutto giovani che scelgono altri percorsi lavorativi.

Sul piano esterno, pesa invece lo scenario geopolitico ed energetico internazionale, con il prezzo del petrolio sopra i 100 dollari e possibili ricadute sui costi del turismo e dei trasporti.

“È un quadro che potrebbe ancora cambiare il bilancio della stagione estiva”, osserva Mencaroni, sottolineando come le previsioni siano state elaborate in una fase di forte instabilità globale.

Per l’Umbria, dunque, l’estate 2026 si apre con numeri solidi e aspettative alte, ma con un equilibrio ancora delicato tra crescita reale e variabili internazionali tutte da monitorare.

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