Nel pomeriggio di sabato Piazza della Repubblica ha ospitato una manifestazione organizzata da “Terni Donne” e dalla “Casa delle Donne” in segno di solidarietà e vicinanza a Fatiha El Afghani e ai suoi familiari.
La donna, 43 anni, di origine marocchina e residente a Terni, è stata aggredita una settimana fa dal marito a colpi di martello su un autobus. Attualmente si trova ricoverata in rianimazione all’ospedale Santa Maria di Terni. Anche la madre, colpita da un forte shock, è stata ricoverata per un infarto.
Alla mobilitazione hanno partecipato anche alcuni consiglieri regionali e l’imam della comunità locale, insieme a cittadini e associazioni che hanno voluto stringersi attorno alla famiglia.
La “Casa delle Donne” ha espresso vicinanza ai familiari – la madre, la sorella, i fratelli e la giovane figlia – sottolineando come “il dolore della famiglia sia il dolore di tutta la comunità”. Nel corso dell’iniziativa è stata ribadita la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla violenza maschile contro le donne, che “non conosce nazionalità e riguarda l’intera società”.
Non è mancata anche una riflessione critica sull’efficacia degli strumenti di protezione, come il braccialetto elettronico, che non avrebbero impedito l’aggressione. Una circostanza che ha riacceso il dibattito sulla reale capacità dei sistemi di sicurezza di prevenire episodi così gravi.
Le associazioni hanno lanciato un appello a non perdere fiducia e a continuare a costruire reti di sostegno e percorsi di aiuto: “Non bisogna arrendersi né affrontare tutto da sole”.
La manifestazione si è conclusa con un messaggio forte e condiviso: “Libere di essere, libere di vivere. Sempre”.
Foto: POLETTI ©







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