È inaccettabile che, ancora una volta, nella nostra terra un uomo tenti di togliere la vita a una donna, colpendo al cuore la nostra comunità con una violenza che non può essere tollerata. Quanto accaduto a Stroncone conferma con drammatica evidenza che la violenza di genere non è un fatto privato, ma una questione di salute pubblica, sicurezza e dignità umana, da contrastare ogni giorno con un’azione istituzionale concreta, continua e coordinata.
La Regione Umbria sta già intervenendo in modo strutturale attraverso il piano “Umbria contro ogni genere di violenza”, che rafforza la rete tra sanità, scuola, servizi sociali, comuni e forze dell’ordine, per intercettare i segnali di rischio e non lasciare mai sole le vittime. Abbiamo inoltre destinato risorse specifiche al consolidamento dei servizi antiviolenza e all’attivazione di nuovi centri e sportelli sul territorio, perché la protezione deve essere capillare e immediata.
Accanto alla tutela, è decisiva la prevenzione: per questo la Regione continua a investire in percorsi educativi nelle scuole e in iniziative di formazione e sensibilizzazione, per promuovere un cambiamento culturale profondo fondato sul rispetto della donna e della dignità di ogni persona. Solo una rete solida e un impegno quotidiano possono spezzare la spirale della violenza. Non lasceremo sola la donna coinvolta né la sua famiglia, e continueremo a rafforzare con determinazione tutte le azioni di protezione e difesa delle donne, in particolare nel momento più delicato che segue la denuncia delle violenze subite, lavorando per garantire loro una rete efficace e tempestiva, capace di tutelarle concretamente da ogni forma di ritorsione o ulteriore violenza.







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