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Crisi Ternana, appello del CCTC alle aziende locali: “Ora è il momento di farsi avanti”

Il pericolo non è stato ancora del tutto scongiurato. Il futuro della Ternana, per ora, è salvo ma a preoccupare i tifosi sono gli scenari che potrebbero materializzarsi nelle prossime settimane. Per questo motivo il Centro coordinamento Ternana Clubs nel continuare a seguire la procedura fallimentare del club ha scritto una lettera aperta alla città lanciando in particolare un appello al mondo imprenditoriale.

“Quello che sta di nuovo accadendo alla Ternana non è casuale, è figlio di un declino pluridecennale del tessuto produttivo del territorio che da tempo ci costringe a sperare nel “salvatore straniero”, ma anche e soprattutto, è responsabilità di classi politiche nel loro complesso che non hanno saputo prevedere, gestire e trovare modelli alternativi o idee di amministrazione lungimiranti, o peggio quando li hanno trovati sono stati folli e peggiorativi, vedasi l’ipotesi previste nel nuovo PSR che dopo aver tuonato contro (ma ostacolato solo a Terni) la sanità privata, vorrebbe a Foligno la ASL togliendoci così pure un altro pezzo di quella pubblica – si legge nella nota del Centro coordinamento Ternana Clubs -. Ma il problema non è solo economico, è a nostro giudizio principalmente culturale; occorre ribaltare il diagramma, basta con multinazionali, privati, enti di vario livello che storicamente hanno operato ed operano su questo territorio e poi raggiunti i propri (per quanto legittimi) interessi se ne vanno, insalutati ospiti nella migliore delle ipotesi con i loro lauti profitti, se non lasciando spesso anche realtà in crisi, macerie varie, inquinamento ambientale. Poi, qualcuno più attento o semplicemente più “tignoso” si prende la briga di cercare ed estrapolare dati che potrebbero sorprenderci e descrivere facce diverse di questa realtà ed indicare che mali e problemi di Terni non vengono solo da fuori. Praticamente nel solo Comune di Terni operano circa 2400 imprese, di cui circa 1500 oltre i 400.000 euro di fatturato annuo, con colossi come AST (euro 2.386.819.744) e Salini SpA che citiamo a mero titolo esemplificativo, che tutte insieme sviluppano un volume complessivo approssimativo di ben oltre 10 miliardi di Euro annui; imprese che qui sono cresciute ed hanno ottenuto risultati importanti , anche grazie al città che li ospita. Ora, se mediamente e in proporzione alle loro possibilità, ognuna restituisca un minimo da mettere a disposizione del territorio dove operano e prosperano alla collettività (ipotizziamo sempre a titolo d’esempio 5000 € all’anno), si raccoglierebbero fondi per non meno 7,5 milioni di euro. A nostro modesto parere ci sembra un dovere etico e morale o, più semplicemente, un atto di giusta riconoscenza verso Terni nel suo complesso. Abbiamo solo un minimo allargato il ragionamento, ma in quanto CCTC a noi compete l’ambito sportivo e la squadra che rappresenta la nostra città; crediamo che questo ennesimo momento di difficoltà che si sta vivendo possa trasformarsi nella opportunità di restituire al territorio un po’ di ” appartenenza e identità”, in un rapporto sano, corretto e trasparente tra le varie componenti sociali. Mettiamo da parte per il momento tutto quello a cui hanno dovuto assistere e subire i tifosi della Ternana in questi ultimi anni che hanno visto più volte oltraggiati i colori della nostra amatissima maglia”. Per il Centro coordinamento Ternana Clubs “E’ solo un’idea, ma anche un profondo convincimento: chiamare a raccolta tutti quelli che si identificano sotto questi colori e che sono pronti a metterci non solo la faccia, ma soprattutto risorse e sudore. Quindi l’appello non è solo agli imprenditori ternani, è a tutti i gruppi industriali ed economici che nel territorio hanno fatto impresa, guadagni ed hanno stabilito nella conca la loro casa. Questa città unita può ritrovare la giusta collocazione e lo slancio necessario a vincere le tante sfide che ci attendono ben oltre i rettangoli di gioco, e dare un senso concreto allo slogan “La Ternana siamo noi”. Ma il tempo di agire è ora e non domani; dimostrare che si è comunità coesa magari partendo dallo sport e da una delle ultime bandiere identitarie rimaste. Il 6 giugno sembra lontano, ma non lo è affatto e, Dio non voglia, i problemi di oggi potrebbero ripresentarsi in tutta la loro drammaticità; il CCTC, unitamente ad altri soggetti che per loro storia in quanto ad amore per il rosso e per il verde sono al di sopra di ogni sospetto, si sta già premunendo. Ma questa è una pagina che non vorremmo mai essere costretti a scrivere” conclude la nota del Centro coordinamento Ternana Clubs.

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