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Aerospace in Umbria, previsione assunzioni +12,3%. ma è difficile reperire le competenze specializzate

 

 

Il report di Randstad Aerospace per Umbria Aerospace Cluster

 

Perugia, 31 marzo 2026 – Il settore aerospaziale umbro conferma il proprio ruolo strategico nel panorama industriale nazionale e internazionale, con una crescita delle assunzioni previste del 12,3% nel triennio 2025-2027, pari a oltre 300 nuovi inserimenti, senza contare le assunzioni necessarie a compensare il turnover e il progressivo pensionamento della popolazione senior. I profili richiesti sono sempre più specializzati (4 su 10 laureati, per tutti competenze sempre più avanzate): gli aumenti più significativi di assunzioni sono previsti per profili nei sistemi informativi e software (+27,4%), nell’ingegneria e ricerca e sviluppo (+16,7%) e nella manutenzione aeronautica (+15,1%). Ma le previsioni di sviluppo devono fare i conti con la carenza di competenze tecniche specialistiche sul mercato del lavoro e con la difficoltà del comparto a trattenere i talenti nel lungo periodo, anche a causa della concorrenza di altri territori e poli industriali.

 

È quanto emerge dalla ricerca “Fabbisogni professionali e strategie per il talento: analisi per Umbria Aerospace Cluster”, realizzata da Randstad Aerospace, la divisione specializzata di Randstad Italia dedicata a ricerca, selezione e formazione di personale qualificato per il settore aerospaziale e aeronautico, in collaborazione con Umbria Aerospace Cluster, l’associazione che rappresenta l’industria regionale umbra operante nei settori dell’aeronautica, dello spazio e della difesa. Lo studio, sviluppato con il supporto del Team di Market Intelligence di Randstad, ha coinvolto 29 aziende del cluster, per un totale di 3.313 dipendenti censiti, pari a circa il 70% della forza lavoro del settore aerospaziale regionale.

 

“Nonostante le difficoltà di reperimento, le aziende del cluster Aerospace dell’Umbria prevedono un’ulteriore e robusta espansione della forza lavoro nel triennio – spiega Francesco di Marco, Unit Manager di Randstad -. Una crescita non omogenea tra i vari profili, che evidenzia un chiaro spostamento verso competenze ad alto contenuto tecnologico per accompagnare il riposizionamento strategico del comparto verso l’innovazione di prodotto e la transizione digitale. In questo scenario, il futuro del cluster passa inevitabilmente per l’evoluzione della popolazione dei blue collar, che oggi rappresentano il 48% della forza lavoro: profili già altamente specializzati per i quali è necessario attivare nuovi processi di aggiornamento e riqualificazione. Diventa centrale il ruolo del mentoring, capace di preservare il prezioso know-how storico della filiera e di integrarlo con le nuove competenze digitali, assicurando una continuità d’eccellenza. La sfida si vince puntando sulla formazione continua e su una simbiosi sempre più stretta tra imprese e sistema educativo. Questo impegno deve riflettersi anche in una cultura aziendale capace di promuovere politiche d’inserimento eque e inclusive, che valorizzino il talento in ogni sua espressione e rendano il comparto aerospace umbro un modello di merito, parità e innovazione sociale”.

 

“L’industria dell’aerospazio sta attraversando una fase di intensa trasformazione con sollecitazioni senza precedenti in ambito produttivo, di innovazione tecnologica e di sostenibilità della catena di fornitura, con la conseguente necessità di reperire manodopera specializzata a tutti i livelli – dichiara Daniele Tonti, Presidente Umbria Aerospace Cluster -. La sfida oggi non è solo reperire operatori di produzione, ma attrarre, formare e trattenere gli specialisti della transizione digitale, dal software, all’elettromeccanica, all’ingegneria avanzata. Profili che richiedono competenze diverse e che competono su un mercato del lavoro globale. È fondamentale un impegno collettivo di enti locali e stakeholder, per valorizzare il territorio e creare crescita economica e occupazione in un settore strategico sia a livello regionale che nazionale”.

 

I dati della ricerca

 

Fabbisogni professionali – Nella ricerca si evidenzia come il cluster Umbria Aerospace generi occupazione qualificata, con un ruolo trainante nel sistema produttivo regionale. Nel 2024 il comparto ha registrato un tasso di ingresso del personale del 9,3%, a fronte di uno di uscita del 6%, con un saldo netto del +3,3%. Ma le aziende prevedono un’ulteriore espansione della forza lavoro pari al +12,3% nel triennio 2025–2027. La struttura occupazionale è caratterizzata da una forte presenza di profili produttivi, il 48% del totale, poi da personale nell’ingegneria e ricerca e sviluppo (14,6%), funzioni di management e supporto (12%), profili nella qualità e certificazione (9,6%) e dalla manutenzione aeronautica (8,6%). Ma le proiezioni di crescita evidenziano un ulteriore spostamento verso competenze ad alto contenuto tecnologico. Nel triennio 2025–2027 le aree con maggiore crescita prevista sono: sistemi informativi e software embedded (+27,4%); ingegneria, ricerca e sviluppo (+16,7%); manutenzione e revisione aeronautica (+15,1%). Il settore si sta orientando sempre più verso la progettazione, l’innovazione e la digitalizzazione dei processi produttivi.

 

Una forza lavoro qualificata – La composizione della forza lavoro del cluster vede il 51% di diplomati, il 33,8% con licenza media e il 13,7% di laureati. Tuttavia, nelle nuove assunzioni previste per il periodo 2025–2027, i diplomati rappresenteranno il 58,3% degli ingressi e i laureati il 38,1%, mentre le assunzioni di personale con sola licenza media tenderanno ad azzerarsi. Il diploma tecnico e le competenze ingegneristiche diventano il requisito minimo di accesso per la maggior parte dei profili professionali richiesti.

Il report evidenzia una forte capacità di attrazione del cluster per i laureati: nel 2024 questi rappresentano il 40,7% delle nuove assunzioni. Tuttavia, i laureati costituiscono anche circa il 29% delle uscite complessive, segnalando una difficoltà nel trattenere le competenze più qualificate. È il “paradosso del vaso che perde”: il cluster riesce ad attrarre talenti, ma fatica a trattenerli nel lungo periodo.

 

Mismatch tra domanda e offerta di lavoro – Lo studio di Randstad Aerospace evidenzia un forte disallineamento tra le competenze richieste dalle imprese e quelle disponibili sul mercato del lavoro. In particolare, emergono tre principali tipologie di mismatch. Il primo è di natura quantitativa: per molte posizioni, soprattutto nell’area della produzione e della qualità, le aziende segnalano una vera e propria assenza di candidati. Il secondo è di tipo qualitativo: in diversi casi i candidati disponibili non possiedono competenze tecniche o esperienza adeguate rispetto alle esigenze del settore. Il terzo, invece, riguarda il mercato delle competenze digitali e IT: in questo ambito i candidati esistono, ma sono fortemente contesi da altri settori industriali e tecnologici, che spesso offrono condizioni retributive più competitive.

 

Squilibrio demografico e trasferimento delle competenze – L’analisi demografica evidenzia una forza lavoro piuttosto matura: il 54,6% degli occupati ha un’età compresa tra i 30 e i 50 anni, mentre il 29,9% ha più di 50 anni. Gli under 30 rappresentano invece solo il 15,5%. Questo squilibrio genera una “doppia pressione” sul mercato del lavoro: da un lato la necessità di sostituire i lavoratori in uscita, dall’altro quella di assumere nuove risorse per sostenere la crescita. Il trasferimento delle competenze dai lavoratori senior ai nuovi ingressi diventa quindi una priorità strategica per garantire la continuità e la competitività del settore nel lungo periodo.

 

La formazione – Le imprese del cluster stanno reagendo alle difficoltà di reperimento investendo in modo significativo nella formazione interna. Il 78,6% delle aziende utilizza programmi di formazione interna, il 60,7% ricorre all’apprendistato e il 67,9% ai tirocini. Complessivamente sono state erogate oltre 46.000 ore di formazione, di cui il 76,2% finanziate direttamente dalle aziende. I fondi pubblici coprono principalmente competenze trasversali e digitali di base, mentre le competenze tecniche core – come meccanica, produzione e competenze specifiche di prodotto – risultano quasi interamente autofinanziate dalle imprese.

 

 

In allegato il logo del report e il comunicato stampa.

 

 

 

A proposito di Randstad:

RANDSTAD è la multinazionale attiva nei servizi per le Risorse Umane che ambisce a diventare la più equa e specializzata talent company al mondo. In qualità di partner for talent, attraverso quattro divisioni specializzate – Randstad Operational, Randstad Professional, Randstad Digital e Randstad Enterprise – affianca le aziende nella creazione di team qualificati e diversificati e i talenti nella costruzione di una carriera professionale gratificante, creando valore concreto per un mondo del lavoro più sostenibile.

Fondata in Olanda, RANDSTAD è presente in 39 Paesi con circa 38.000 dipendenti. Nel 2025 ha supportato circa 150.000 aziende e avviato al lavoro oltre 1,7 milioni di talenti, generando un fatturato complessivo di 23,1 miliardi di euro. Da più di 25 anni in Italia, RANDSTAD conta più di 3.300 dipendenti e 270 filiali a livello nazionale. È la prima Agenzia per il Lavoro ad avere ottenuto in Italia le certificazioni SA8000 (Social Accountability 8000) e GEEIS-Diversity (Gender Equality European & International Standard), volta a promuovere politiche di uguaglianza di genere e di valorizzazione delle diversità. RANDSTAD ITALIA è Partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026.

Per maggiori informazioni: www.randstad.it

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