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San Venanzo celebra i 100 anni dalla morte del Conte Eugenio Faina

San Venanzo si appresta a celebrare i 100 anni dalla morte di Eugenio Faina, personaggio di spicco della classe dirigente umbra fra Otto e Novecento. Faina, nato a San Venanzo nel 1846 e morto, sempre a San Venanzo, il 2 febbraio del 1926, verrà ricordato con una serie di iniziative a cui l’amministrazione sta lavorando. Tra queste, l’organizzazione di una mostra ed altri momenti per celebrare la memoria di uno delle più importanti personalità nate nel paese ai piedi del Monte Peglia.

“E’ stato tra figli migliori della nostra terra e pertanto le celebrazioni in suo onore sono atti dovuti ed emotivamente coinvolgenti per una personalità tanto importante”, dichiara il Sindaco Marsilio Marinelli. Di lui il Comune traccia il seguente profilo: “Il Conte Eugenio Faina è stato deputato prima e senatore poi ed è stato un importante modernizzatore per l’agricoltura dell’Umbria. Sempre aperto a introdurre quelle novità che giungevano dall’estero e dalle altre zone d’Italia più sviluppate.

Cuore delle sue innovazioni fu la tenuta di San Venanzo, paese di cui la famiglia Faina era originaria. Tra il 1874 e il 1899 egli mise a punto delle innovazioni colturali e promosse delle riforme anche in ambito sociale volte a migliorare le condizioni di vita dei contadini, oltreché ad aumentare le rendite agricole in anni difficili come quelli della crisi agricola che colpì l’Italia negli anni Ottanta dell’Ottocento. A questo proposito sperimentò delle scuole rurali per i figli della sua tenuta, il cui modello fu esportato negli anni successivi.

Fu poi promotore della nascita dell’Istituto Superiore di Agricoltura di Perugia, presso San Pietro, divenuto poi Facoltà di Agraria. Per i suoi meriti fu scelto come Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni dei contadini nelle province meridionali e in Sicilia, nonché di primo Presidente dell’Istituto internazionale di agricoltura, con sede a Roma. Dopo aver partecipato alla terza guerra di indipendenza nel 1866, si arruolò sessantenne nella prima guerra mondiale: si occupò in particolare di organizzare le semine ed i raccolti nelle zone del fronte vicino al Piave”.

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