Umbria pronta a un anno chiave per gli investimenti delle imprese: secondo il report della Camera di Commercio regionale, basato su un’indagine di InfoCamere, nel 2026 le imprese umbre potrebbero investire fino a 900 milioni di euro in impianti, macchinari e software, al netto degli investimenti legati alla ZES. Di questi, circa 300 milioni potrebbero essere attivati grazie ai nuovi incentivi fiscali introdotti dalla Manovra 2026, che sostituiscono il precedente sistema dei crediti d’imposta con iper-ammortamenti e maxi-deduzioni più selettivi e orientati all’economia reale.
“I dati ci dicono che il 2026 può diventare un anno importante per gli investimenti – afferma Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria –. In Umbria partiamo da una condizione favorevole: un capitale produttivo maturo e una diffusa presenza di piccole imprese che possono utilizzare efficacemente le nuove agevolazioni. La sfida ora è trasformare questa leva fiscale in scelte concrete, rafforzando competitività, produttività e capacità di stare sui mercati”.
L’indagine di InfoCamere evidenzia come il capitale produttivo della regione, con beni ammortizzati mediamente al 64%, sia pronto per il rinnovo, mentre la capienza fiscale delle imprese umbre, con oltre 460 milioni di euro di imposte correnti, rende pienamente utilizzabili le nuove deduzioni. Il tessuto economico regionale, caratterizzato da micro e piccole imprese, consente inoltre di sfruttare in modo efficace gli incentivi anche per investimenti contenuti.
Con la Manovra 2026, chi investe in beni strumentali nuovi può dedurre fiscalmente un valore superiore alla spesa sostenuta, aumentando convenienza e capacità di investimento. La combinazione di capitale produttivo maturo, bilanci solidi e incentivi fiscali punta a trasformare il 2026 in un anno di crescita reale per le imprese umbre, rendendo più efficienti impianti, macchinari e software e anticipando investimenti che altrimenti sarebbero stati posticipati.







Terni Life L'informazione della tua città
