“Ho presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno per fare chiarezza su un fenomeno sempre più inquietante: gruppi e movimenti politici che, indossando divise riconoscibili e riprendendosi sui social, si arrogano il diritto di ‘controllare’ il territorio, intimando comportamenti e regole di condotta ai cittadini. Una deriva pericolosa che rischia di trasformare i nostri quartieri in zone di arbitrio e intimidazione. Preoccupa, e non poco, l’atteggiamento del sindaco Bandecchi, che da settimane parla di creare un corpo paramilitare per difendere l’ordine pubblico. Peccato che la Costituzione e le leggi italiane siano chiare: la sicurezza è competenza esclusiva dello Stato, non un palcoscenico per esibizioni muscolari o propaganda personale. Ogni iniziativa privata di questo tipo può integrare i reati di usurpazione di funzioni pubbliche o di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Il governo Meloni aveva promesso sicurezza e legalità. Il risultato? Città insicure, centri storici trasformati in far west e sindaci che si inventano sceriffi perché lo Stato non c’è. La verità è che questo governo ha abbandonato il presidio del territorio, lasciando spazio all’improvvisazione e alle ronde social. Con la nostra interrogazione chiediamo al Ministro di intervenire subito: servono verifiche, servono direttive chiare a prefetture e questure, servono più forze dell’ordine vere, non figuranti in divisa. La sicurezza dei cittadini è una cosa seria: non si difende con i video sui social, ma con lo Stato, la legge e la democrazia”. Ad affermarlo con una nota la deputata del Movimento 5 Stelle, Emma Pavanelli.







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