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Celebrazioni centenario Dario Fo, vicepresidente Bori: “L’Umbria cuore delle iniziative tra cultura, teatro e impegno civile”

La presentazione ufficiale oggi a Roma del programma di celebrazioni in onore del centenario di Dario Fo assegna all’Umbria un ruolo centrale.

E a rappresentare la Regione Umbria stamani è stato il vicepresidente Tommaso Bori, che ha sottolineato il valore culturale e civile dell’iniziativa in ricordo del premio Nobel e il legame profondo tra Dario Fo, Franca Rame e il territorio umbro.

“È un onore essere qui oggi, in questa giornata che segna ufficialmente l’apertura del Centenario di Dario Fo – ha dichiarato Bori – Un artista che ha saputo interpretare l’arte nella sua dimensione più ampia, declinandola in uno strumento di libertà, coscienza civile e immaginazione collettiva”.

Nel corso della presentazione è stato illustrato un programma di respiro internazionale, con oltre 120 eventi nazionali e attività in 85 Paesi, a conferma della capacità dell’opera di Dario Fo di continuare a parlare alle comunità, alle nuove generazioni, ai luoghi della cultura e dell’impegno civile.

Il Centenario si configura come una rete culturale globale che coinvolge teatri, università, istituti italiani di cultura e festival internazionali, costruendo un calendario diffuso tra Europa, Americhe e altri contesti internazionali.

“Desidero innanzitutto rivolgere un sincero ringraziamento alla Fondazione Fo Rame, con Mattea Fo e Stefano Bertea, per il lavoro straordinario e faticoso che ha reso possibile questo programma così ricco, articolato e internazionale”, ha affermato il vicepresidente. Bori ha rivolto anche un carissimo e affettuoso saluto a Jacopo Fo, richiamando inoltre il legame che anche Umbria Jazz ha scelto di costruire con il Centenario.

Per la Regione Umbria, ha spiegato Bori, questa ricorrenza ha un significato ancora più profondo: “L’Umbria è stata per Dario Fo e Franca Rame un luogo elettivo, una casa creativa, un rifugio dove staccare dalla frenesia dell’impegno artistico. Non è un caso che proprio da qui prende avvio una parte importante delle celebrazioni”.

Il vicepresidente ha quindi ribadito la scelta della Regione di sostenere il programma sia sul piano organizzativo sia su quello economico: “l’Umbria è il cuore pulsante delle celebrazioni per il Centenario. E noi, come Regione, abbiamo scelto di esserci con convinzione, sia a fianco della Fondazione Fo Rame sia sostenendo un programma che durerà da marzo 2026 a marzo 2027 e che coinvolgerà Perugia, Gubbio, Spoleto e molti altri territori”.

Il calendario regionale sarà inaugurato ufficialmente il 7 aprile a Perugia, con la partecipazione di attrici, musicisti e rappresentanti delle istituzioni. Seguiranno quattro grandi mostre coordinate con la Fondazione Fo Rame, ospitate in luoghi simbolo della regione: la Rocca Albornoz di Spoleto, Palazzo Penna a Perugia, Palazzo dei Consoli e Palazzo Ducale a Gubbio.

Materiali provenienti dall’Archivio Fo Rame e dalla collezione privata della Fondazione daranno forma a un percorso espositivo che, nelle parole di Bori, rappresenta “un patrimonio che è un invito a guardare il presente con lo sguardo critico, ironico e profondamente umano che Fo ci ha insegnato. Un’eredità – ha aggiunto – che parla al presente, che ci chiede di difendere la libertà di espressione, coltivare il pensiero critico, credere nel teatro e nell’arte come strumenti di trasformazione”.

Accanto alle mostre, il programma umbro sarà scandito da spettacoli e occasioni di approfondimento dedicate all’opera di Dario Fo, con allestimenti teatrali ospitati in diversi palcoscenici della regione e interpretati da artisti di grande prestigio, in dialogo con il più ampio circuito nazionale e internazionale delle celebrazioni.

Tra gli appuntamenti già indicati, il vicepresidente ha richiamato in particolare quello del 24 maggio prossimo a Norcia, definendolo una data di forte valore simbolico per l’Umbria. In quell’occasione, con “Lu Santo Jullare Francesco” messo in scena da Matthias Martelli, sarà inaugurato il teatro comunale dopo il lungo restauro legato ai danni del sisma del 2016.

“È un’incredibile occasione per intrecciare la ricorrenza dell’ottocentenario di San Francesco con il centenario di Dario Fo all’interno della grande sfida del ripristino e della valorizzazione dei luoghi della cultura nelle zone terremotate – ha osservato Bori”.

In chiusura, il vicepresidente ha rivolto un ringraziamento alle istituzioni coinvolte e agli amministratori che prenderanno parte al percorso del Centenario. “Stiamo costruendo un percorso condiviso e ambizioso – ha detto in conclusione – Grazie alla Fondazione, e a chi ogni giorno lavora perché la cultura resti un bene comune, vivo e necessario. E grazie a Dario Fo, che continua a indicarci la strada con la sua ironia, la sua libertà e la sua inesauribile fiducia nell’essere umano”.

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