buffetti
buffetti
rietilife TV
Italia Life
tecno adsl

Payback dispositivi medici, imprese umbre a rischio chiusura. Il Governo scarica il peso sulle aziende

“Il Governo Meloni continua a ignorare l’allarme lanciato dalle imprese del settore biomedicale e dei dispositivi medici, confermando una gestione del payback sanitario che rischia di colpire duramente anche il tessuto produttivo umbro. Nel corso del question time in Commissione Attività produttive, il Ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso ha difeso una misura che impone alle aziende il pagamento retroattivo di somme riferite agli anni 2015-2018, ridotte al 25 per cento ma comunque pari, a livello nazionale, a circa 520 milioni di euro. Si tratta di una scelta che mette in seria difficoltà numerose piccole e medie imprese umbre attive nella produzione, distribuzione e assistenza tecnica dei dispositivi medici, realtà che rappresentano un presidio occupazionale e tecnologico fondamentale per il territorio. Il meccanismo del payback colpisce le imprese con richieste economiche impreviste e con tempistiche ravvicinate, generando gravi tensioni finanziarie in aziende che spesso vantano crediti nei confronti della sanità pubblica. Il rischio concreto è quello di bloccare investimenti, ridurre i livelli occupazionali e compromettere la capacità produttiva locale. Le soluzioni prospettate dal Governo appaiono del tutto inadeguate. Consentire alle PMI di accedere a prestiti garantiti significa chiedere alle imprese umbre di indebitarsi per coprire inefficienze amministrative e disavanzi sanitari accumulati esclusivamente dalle precedenti amministrazioni regionali, che negli anni passati hanno determinato squilibri nella programmazione della spesa sanitaria. Si tratta di criticità ereditate dall’attuale governo regionale, che non ha alcuna responsabilità nella loro formazione e che oggi si trova a gestirne le conseguenze. Anche l’incremento del tetto di spesa nazionale per i dispositivi medici si traduce in un intervento limitato, incapace di neutralizzare gli effetti devastanti del payback retroattivo sul tessuto imprenditoriale. L’Umbria rischia di pagare un prezzo altissimo. La crisi della filiera dei dispositivi medici non significherebbe solo perdita di imprese e posti di lavoro qualificati, ma anche un indebolimento della rete di supporto tecnologico e logistico che garantisce la qualità delle prestazioni sanitarie sul territorio. Il Governo deve assumersi la responsabilità di fermare un meccanismo ingiusto e insostenibile, che scarica sulle imprese le inefficienze della programmazione sanitaria pubblica generate dalle gestioni regionali del passato e mette a rischio un comparto industriale strategico per il Paese e per l’economia regionale. Occorre intervenire con misure strutturali che tutelino le PMI, garantiscano certezza normativa e salvaguardino la filiera produttiva, prima che sia troppo tardi”. Lo afferma in una nota la deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*