Ambiente, secondo la Regione la bonifica di Papigno è ferma per colpa del Comune di Terni. De Luca: “Cosa risponde la vicesindaca Salvati?”

“Si comunica che attualmente tra l’amministrazione comunale di Terni e lo scrivente Servizio non esiste documentazione interlocutoria relativa ad intendimenti di natura economica circa l’utilizzo di fondi disponibili ancora non utilizzati per tale scopo”.

Questa la clamorosa risposta della Regione Umbria in merito allo stato di avanzamento delle bonifiche del sito di interesse nazionale Terni-Papigno, come si legge in una nota del consigliere regionale Thomas De Luca (M5S).

“Il Comune di Terni – spiega De Luca – non solo non ha richiesto mai alcuna cifra, ma non ha neanche avviato alcuna interlocuzione con la Regione Umbria sugli oltre 3 milioni di euro per la bonifica che sono fermi a Perugia.

Piuttosto che cimentarsi in imbarazzanti voli pindarici per sostenere che l’emergenza ambientale di Terni è causata da grigliate e caminetti, senza oltretutto rispondere nel merito scientifico delle inoppugnabili questioni sollevate, la vicesindaca ing. Benedetta Salvati rimane in silenzio di fronte a questa vergogna nazionale. Terni fanalino di coda dell’intero paese proprio grazie alla sua competente amministrazione: due anni e mezzo di nulla sul fronte ambientale che vengono perentoriamente messi nero su bianco dall’amministrazione regionale.

Parole che pesano come macigni, ma che rispetto alla questione della discarica di Papigno vanno anche oltre: “Nella convenzione stipulata per il progetto preliminare di bonifica (ancora in atto), ARPA Umbria era chiamata ad offrire un supporto tecnico al Comune di Terni e ad avere un ruolo da intermediario fra il Comune stesso e il gruppo di progettazione (IRSA-CNR DIBAF e Università della Tuscia). Ad oggi, da informazioni assunte dallo scrivente Servizio, non risulta abbia ancora avuto il seguito atteso la collaborazione prevista nella convenzione”. La Regione quindi afferma che anche il progetto di bonifica dell’ex discarica di Papigno, il cosiddetto progetto REMIDA, è fermo al palo da anni per colpa del Comune di Terni che non collabora con Arpa. Com’è possibile che la vicesindaca, tecnico in aspettativa proprio da Arpa, non riesca a dialogare con la sua stessa agenzia? Una risposta devastante che mette in evidenza tutta l’incapacità amministrativa della destra ternana, arrivata ben 8 mesi dopo la prima richiesta datata 22 gennaio 2021. Proviamo imbarazzo per come vengono gestite le partite ambientali che interessano la conca ternana”.

Foto: TerniLife ©

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